Dopo aver pubblicato il post sugli Zappatori
senza padone ho conosciuto Marco
Bucciarelli (autore del libro “Dagli Appennini a Piazza Naona – Da Piazza
Navona agli Appennini”), con cui condivido corrispondenza e un Progetto
MemoriaAlcuni giorni fa mi ha spedito la
cronaca del ritorno
all'
Acquacheta, trent' anni dopo
Al Passo del
Muraglione imperversa un vento freddo, domenica 20 luglio 2008, un vento che m'
infila di continuo i capelli in bocca e negli occhi. È il modo un po' irruento
in cui il vento mi dà il buongiorno; è il suo modo di proteggermi dagl'
insetti, dal sudore e da altre molestie, ed io lo apprezzo. Amo il vento piú
del mare, piú del sole, piú di altri fenomeni meteorologici, e rimango un bel
po' lí in piedi come uno spaventapasseri, in mezzo alla strada troppo
trafficata nella domenica mattina estiva, con capelli e camicia svolazzanti,
rimango fisicamente immobile fra le due corsie della strada, ma i pensieri mi
corrono in qua e in là, e nemmeno il vento riesce a tener dietro al pensiero.
E’ uscito il n° 32 di Lato Selvatico – Equinozio d’autunno
2008 - coordinato da Giuseppe Moretti della Rete Bioregionale Italiana. In questo numero trovate la prima delle
interviste sui ri-abitanti che si ispirano al Bioregionalismo.
Ri-abitare
nell’Alta Valle del Chiascio
Intervista
a:
Etain
Addey e Martino Lanz
Etain e Martino ri-abitano la campagna umbra da
circa 28 anni.
Nel loro podere “Pratale” allevano pecore, cavalli,
asini e galline.
Producono formaggi, uova e vino. Curano il pascolo,
il bosco, gli alberi da frutta e un amplio orto per il sostentamento della
famiglia.
Con l'arrivo di internet
nella nostra casa, la quantità di informazioni disponibili e consultabili ha
raggiunto livelli stratosferici.
Io e Manù siamo sempre
stati dei lettori accaniti, e le stanze della nostra casa rigurgitano di libri,
riviste e stampati ma a questo volume non eravamo preparati.
Entrambi navighiamo da
pochi anni in settori limitati e mirati, sarebbe impossibile e inutile fare
altrimenti, io ho ristretto le mie attività e navigazioni a quella che
definisco l'area della "semplicità volontaria", del “bioregionalismo”
e dell’“ecologia profonda”, con incursioni umorali anche alla
"memoria" dei movimenti alternativi/antagonisti e alle pratiche
attuali.
Sebbene sia un campo
abbastanza ristretto dovrei passare le mie serate a scrutare lo schermo e non
riuscirei comunque a navigare nel tutto.
La sovrabbondanza di siti,
portali,blog, forum e liste in questo campo personale di interessi comincia ad
essere sterminata, spesso vittima del famigerato Copia-Incolla, del vizio delle
appartenenze ideologiche (tutto italiano), dell'ego delle persone che
gestiscono il proprio spazio virtuale, in cui ciascuno è editore di se stesso.
Il peggio arriva
immancabilmente dalle liste e dai forum, che sono ormai palestra di sofismi
egocentrici, scannatoio delle opinioni altrui e altare celebrativo delle
proprie.
Le nostre navigazioni e
quindi i nostri rapporti virtuali (che a volte diventano reali) sono dominati
dal page-rank dei motori di ricerca, che implacabilmente ci danno la
"classifica" dei più visitati a seconda delle "parole chiave"
che cerchiamo... indirizzandoci quindi verso gli spazi più visitati.
Troviamo allora siti, portali, wiki, blog, forum ecc.
dedicati a determinati argomenti con un volume di informazioni infinito. Questa
massa di info però non ci cambia la vita: nel senso che è ben difficile che i
ragionamenti, le informazioni, le dichiarazioni di intenti riescano, almeno in
minima parte, a farci cambiare opinione o meglio a darci la possibilità di
avere un differente immaginario per prendere decisioni che cambino il corso
della nostra vita.
Io la mia l'ho cambiata
alcune volte, ma mai sulla spinta della conoscenza intellettuale o del
dibattito dialettico ma sempre sulle emozioni in grado di scardinare
l'immaginario del presente e alimentarne uno differente, altro, possibile e a
volte impossibile.
Se prendi la strada che collega la nostra casa alla statale sottostante sembra di stare in un altro mondo...ma appena imbocchi la 582 ti accorgi che sei in questo di mondo...(Continua)
Avevamo detto del RADUNO DI DONNE PER IL SOLSTIZIO
D'ESTATE
sulla montagna tra Bologna e Pistoia, ospiti del territorio delle comunità del
Popolo degli Elfi, oggi ci è arrivata la lettera di Clara con il racconto
Siamo
pochi giorni prima del raduno. A Campo Mascherina lentamente si monta la cucina
da campo e il grande gazebo. Lo fanno un paio di uomini e di ragazzi, vogliosi
di dare un loro contributo, dietro le quinte, a questo incontro. Arrivano piano
piano le prime donne che desiderano dare una mano con i preparativi. Tuttavia,
il pomeriggio di giovedì, sembra ci sia ancora così tanto da fare. La spesa, il
pane, i cartelli, gli striscioni... io stessa, che ho accolto l'invito a
chiamare l'incontro, sono stanca e disorientata. So che tutto funzionerà, anche
se Anna è a letto con la vertebra rotta, anche se vorrei sedermi sotto un
albero e chiudere gli occhi, o addirittura andarmene via. C'è Delsa, arriva più
tardi del previsto, ma c'è, che benedizione. E ci sono tutte quelle che
verranno. Al solito, in comunità, i commenti ruotano attorno alla questione se
sia giusto o meno escludere gli uomini. Addirittura gira la voce che questa
volta possono partecipare. In un certo senso si vorrebbe fare un raduno di
donne a cui possono venire tutti. Sarà mai possibile? Perchè sembra così
strano, se ci vanno “solo” donne e bambini? Da dove arriva questo forte senso
di esclusione e ingiustizia?
Sembra
che i raduni di donne facciano paura. Alle stesse donne, che spesso non
riescono a decidersi a venire, non senza il loro compagno.
Ma
che cos'è un raduno di donne? Perchè lo si chiama? Cosa vi succede?
Non è
facile rispondere. Ci sarebbero tanti di quegli aspetti da prendere in
considerazione: la natura dell'essere umano, il femminile e il maschile, la
sacralità della vita.....da dove cominciare?
Ho
ricevuto oggi la lettera di Selina da Gran Burrone conle indicazioni e la mappa per il prossimo
incontro del C.I.R. Questo post non può, purtroppo rendere la bellezza della
lettera, scritta a mano e adornata con svariati disegni. Gli improbabili
lettori non me ne vogliano, anche perché sarà possibile conoscere il luogo
fonte di tanta bellezza partecipando all’incontro del Piccolo Popolo..
Quest’anno
dal 12 al 15 Settembre sarà Gran Burrone ad ospitare l’incontro del C.I.R. vi
aspettiamo numerosi.
Questo
è il programma proposto dagli Elfi di Gran Burrone, ma tutto sarà da stabilire
e confermare assieme.
Per coloro che iniziano una
vita distante dal moderno, per chi cerca di sottrarsi al segno di questo tempo
ecco una decina di libri, e forse sono troppi, che possono aiutare sia nella
pratica che nella ricerca personale. Non so se sono i migliori, se i più
affidabili o i più interessanti ...sono quelli che mi hanno accompagnato allora
e che mi accompagnano ancora oggi.