Per camminare leggeri

Published on 08/15,2008

 

 Per coloro che iniziano una vita distante dal moderno, per chi cerca di sottrarsi al segno di questo tempo ecco una decina di libri, e forse sono troppi, che possono aiutare sia nella pratica che nella ricerca personale. Non so se sono i migliori, se i più affidabili o i più interessanti ...sono quelli che mi hanno accompagnato allora e che mi accompagnano ancora oggi.

 

Alcuni sono stati ristampati , altri sono difficilmente rintracciabili, poi consiglio di portarsi anche alcune pagine su orto sinergico, conservazione e riproduzione dei semi, terra preta e composto dei templari.

Buon cammino

  • Addey Etain – Una giois silenziosa – Ellin Selae
  • Berry Wendel – Con i piedi per terra – Red Edizioni
  • Giono Jean – L’uomo che piantava alberi – Salani Editore
  • Thoreau Henry D. . Woldem. Ovvero la vita nei boschi – Rizzoli
  • Snyder Gary – Nel mondo selvaggio – Red Edizioni
  • Marie-Luise Kreuter – Orto e giardino biologico – Giunti edizioni
  •  Masanobu Fukuoka – La rivoluzione del filo di paglia – Libreria Editrice Fiorentina
  •  Mollison Bil Holmagren David – Perma-coltura – Quaderni D’Ontignano
  • Seymour John – Il libro dell’autosufficenza – Arnoldo Mondatori Editore
  • Valnet Jean – Fitoterapia Cura delle malattie con le piante – Giunti Editore


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One Response to Per camminare leggeri



  1. Visit totò

    il finale è corretto: .... "è un tempo che è meglio fare che aspettare la Grande Rivoluzione"
    La Grande Rivoluzione è stata un mito, una droga, dove ci ha portati in realtà?
    E' meglio fare.
    Questo significa che non basta stare dietro "alla trincea informatica"; fare è agire nel quotidiano per imparare piano piano ad uscire dagli schemi assieme agli altri nel rispetto della libertà di ogni uno e della vita che ci circonda, imparare a costruire un modello sostenibile e etico, che non può più essere la Grande Rivoluzione.
    Conosco ancora militanti tuttidiunpezzo e sai cosa vanno predicando? Che la decrescita è un errore perchè se non ci saranno più fabbriche non ci sarà più il mondo operaio! Ma non capiscono che proprio quel mondo operaio ora vota lega se non peggio. I tempi sono cambiati e forse proprio questi avambardi stanno dando un segno di civiltà.



  2. Visit avambardi

    Erano circa otto anni che non mi beccavo del reazionario, cioè dal convegno su "Reddito Lavoro" tenutosi al Ponte della Ghisolfa e che aveva riunito i partecipanti alla lista di ECN.org. Sarà che vengo da una generazione militante che non se ne fanno più, sarà che ho fatto l'operaio per più di 25 anni e l'operaista per altrettanti ma è una parola che mi fà saltare la mosca al naso. Ho vissuto un'altra epoca, e di questo sono orgoglioso e mi sento pure fortunato. In 40 anni di militanza nella minoranza della minoranza, di militanti tuttidiunpezzo e diunaideaquellagiusta ne ho conosciuti a centinaia ... e nella mia personale statistica un 20% ha lasciato questa Terra(e spesso non erano dei peggiori!), un 75% è tornato nelle amorevoli braccia del potere che pensava di combattere e abbattere ... i più alternativi fanno i giornalisti scomodi, gli artisti maledetti, i politici di rottura ...tutti stravaccati sui divani a bere bibitoni fosforescenti, il restante se la cava senza troppo disonore.
    Ma quello era un tempo altro, e a parlare dei "Quaderni Rossi" di Panzieri o delle IWW ti senti un marziano ... adesso si resta comodamente seduti dietro alla trincea informatica sparando con il maus sventagliate di copia/incolla. Penso sia finito il tempo delle parole, delle buone intenzioni, dei gridi accorati e rabbiosi contro le malefatte del capitale ...è un tempo che è meglio fare che aspettare la Grande Rivoluzione Proletaria o Godot



  3. Visit avambardi

    ciao io sono manù, ho visitato il tuo/vostro blog/rassegna stampa dal quale nulla trapela della tua/vostra scelta di vita nella pratica di tutti i giorni, solo, dalla inequivocabile caratterizzazione politica si capisce il perchè della tua scelta "aggettivale","REAZIONARI" che però, lascia che te lo dica, è veramente usata quantomai a sproposito. e poi che è quasi più offensivo, e tanto per puntualizzare, che cosa è BELLISSIMO? il blog, il bosco o la scelta di vita? e che razza di giudizio è?
    Certo, ci è capitato di essere oggetto di strane "furie giudicative", come quando, forse anche adesso, un sito di autoreferenziali anarchici aveva messo il BIOREGIONALISMO tra le ideologie "pericolose" indicandoci come reazionari invischiati con la destra e fascisti...

    mi scappa veramente da ridere, e si capisce perchè i partiti antagonisti DOC in italia, dopo gli anni settanta, non abbiano potuto combinare altro che nutrirsi del cadavere in decomposizione delle proprie ideologie , partorendo prezzolati fantasmi!

    non sento la necessità di giustificarmi, colgo però l'occasione che mi da questo commento un po' offensivo per affrontare finalmente qualcosa che mi ronza in testa da un po', in risposta anche e soprattutto a commenti precedenti.
    Dunque, per dovere di cronaca, la casa dove abitiamo non è "nostra", ne io ne renato abbiamo risorse economiche e finanziarie più o meno nascoste o più o meno familiari, paghiamo un affitto annuale basso, anche perchè in questa casa ci sarebbero molti lavori di ristrutturazione da fare, ma noi non li possiamo fare e il proprietario non ci pensa proprio. E' vero che molte delle persone che conosciamo che hanno fatto il passo di vivere in campagna sono stati privilegiati magari dal poterla comprare, la casa, la terra, coi soldi di papà o di mammà, ma non è proprio il nostro caso, noi siamo, pensa, nullatenenti, proletari che non hanno neanche la prole... dipendiamo solo e unicamente dalla nostra capacità produttiva e dall'ingegno creativo.
    Tu dove vivi?
    Il nostro orto, Opera di Renato, che fattivamente significa ore di lavoro, sudore e fatica in tutti gli stadi, dalla semina alla raccolta, data ancor più la conformazione del territorio suegiù per le fasce, è una parte più che importante della nostra economia (ma è anche scelta qualitativa, parte della nostra felicità), al resto provvediamo con le entrate del lavoro artistico artigianale, ovvero commercializzando ( e non sempre i nostri tentativi vanno a buon fine, le incognite sono molte...) in fiere e mercatini, le opere in cuoio che produciamo, io sono artigiana artistica da moltissimo tempo, ho vissuto molto tempo della mia vita in città, molto del quale battagliando, e credendo in una democrazia da conquistare, ora mi rendo conto che molte conquiste di allora servono oggi ad arricchire i soliti pochi... E non ho più tempo da sprecare con i sordi o con i furbi.
    Io non ho finito gli studi e sono uscita presto di casa, (senza dote, senza privilegi, senza amicizie o parenti altolocati ) ma non ho mai smesso di cercare, che mi sembrava più importante che possedere un pezzo di carta. Ho svenduto il meno possibile del mio tempo per avere dei soldi, ed in questo mi reputo fortunata, perché ho potuto usare le mie capacità e i miei talenti, e in fondo non sono “morta di fame” anche se il mio portafogli è stato spesso vuoto.
    Ecco, si, mi sento abbastanza fortunata, ho imparato un mestiere tanti anni fa da bravi maestri, e ho delle idee, quando completo qualcosa che ho sognato e progettato e realizzato e la guardo e mi piace, sono felice, e sono felice pensando che qualcuno la userà, sarà contenta e l’energia della sua contentezza mi raggiungerà. Avrò in cambio del denaro, ma non mi interessa averne di più di quello che mi serve, io non mi compro “magliettine” o scarpettine alla moda da decine o centinaia di euro, compriamo davvero pochi abiti, e solo se strettamente necessari, meno li cerchiamo e più ce ne arrivano sempre in dono, in una società ridondante c’è già di tutto e di più in giro... così è il casual il nostro “stile”, e casual è anche la macchina, che è la cosa che costa di più, ma noi l’abbiamo comprata usata e l’abbiamo pagata poco davvero perché aveva il cofano un po’ gibboso... mantenerla con assicurazione e manutenzioni varie è una delle spese che incide maggiormente, ma siamo stati fortunati, è vero, è forte e solida, una validissima collaboratrice in cui riusciamo anche a dormire durante le fiere meglio che in tenda, perché noi non abbiamo proprio i soldi per comprarci un camper... vedi un po’ come siamo privilegiati!...
    Ma è vero, siamo privilegiati rispetto a tutta quella parte di mondo che non ha niente di quello che abbiamo noi, compreso il computer da cui stiamo scrivendo che è un assemblaggio di pezzi di secondamano e di recupero, in parte regalati in parte comprati a pochissimo, ma che ci permette di essere in rete e di comunicare nell’etere le nostre idee, i nostri pensieri, le nostre emozioni.
    L’inverno ci scaldiamo con la legna che Renato raccoglie nel bosco e con la stufa ci cuciniamo, costa poco, anzi niente in termini di denaro, ma quando c’è vento tutto si riempie di cenere, anche l’interno degli armadi... ma se leggi il blog già lo sai, quello che mi interessava dire è che le nostre scelte sono fatte con la testa ma anche col cuore, e non sono così tanto comode come forse immaginano molti, implicano un sacco di rinunce, se così vogliamo chiamarle,
    Sì, abbiamo pensato molte volte a cosa succederebbe se tutti i cittadini volessero vivere in campagna o in montagna... Per il momento noi “neo-primitivisti” non siamo conformi al pensiero della maggioranza, siamo anzi ancora una minoranza della minoranza della minoranza, il tuo commento in parte lo dimostra, e il pericolo non sussiste, i borghi abbandonati sono ancora molti e su montagne e colline in Italia penso e spero ci sia ancora spazio per gruppi di persone che vogliano e decidano di vivere in un modo alternativo alle megalopoli disumanizzanti....
    In ultimis, confesso di avere avuto una “educazione piccolo borghese” prima di diventare una ribelle, ma lo sono diventata e non sono più tornata sui miei passi, credo che, a giudicare dalla diffusione che da qualche anno ha il pensiero della decrescita, non siamo affatto REAZIONARI ma forse, nostro malgrado e senza volerlo, siamo stati ancora una volta AVANGUARDIE, o meglio ancora AVAMBARDI.
    Che la luce illumini il tuo pensiero e il tuo cammino, manù



  4. Visit gioegio

    ho pensato molto al vostro bellissimo blog. la conclusione è questa: per fare la vostra vita bisogna essere o borghesi o privilegiati o avere culo. detto in parole povere si può anche fare, ma bisogna sperare che non ci pensino anche tutti gli altri. perché altrimenti sarebbe impossibile (tra l'altro si morirebbe pure molto più presto). e si arriva alla conclusione che si può fare perché qualcuno o qualcosa (la cultura, una certa tolleranza ecc) permette ancora di farlo. e di certo questa non è il frutto del rifiuto del moderno ma delle lotte di chi dentro il moderno ci stava e lottava per cambiarlo, non per tornare indietro. in definitiva molto reazionario ma bellissimo :) complimenti