Si è di dove si sta bene
( il borgo visto dalle pendici dello Scravaion )
Noi ( io e Manu ) viviamo in questo borgo abbandonato dell’entroterra ligure da circa cinque anni e possiamo dire che siamo di qui, in fondo uno è di dove sta bene; per vivere pratichiamo quello che ci piace definire artigianato-artistico o artistigianato o anche mestiere manuale e creativo in strada, insomma a casa diamo vita a oggetti in cuoio e legno che poi vendiamo durante mercatini e feste varie, facciamo quindi parte di una specie di “razza in via di estinzione” che andrebbe protetta al pari della foca monaca e dell’artigianato indigeno guatemalteco. Integriamo questa attività coltivando i nostri orti, preparando conserve, raccogliendo ed essiccando erbe ecc. e per essere sincero devo dire che Manu è l’artigiana ( svolgo la funzione di vice-aiuto-aspirante…) e io il contadino(lei ha un rapporto estatico con l’orto…). Avevamo abbandonato da tempo, seguendo strade diverse la vita metropolitana, i suoi tempi e modi, il lavoro salariato, …. e con essi la codificazione/mercificazione dominante della vita, ma anche la militanza politica nei movimenti alternativi e/o antagonisti. Abbandonato nel senso di lasciato alle spalle, senza pentimenti per quello detto e fatto, con qualche nostalgia per la giovinezza: in due facciamo 106 anni e nella media ci guadagno io! Potrei dire che il nostro “sguardo” sul mondo si è fatto più acuto, più curioso, più attento e che ci facciamo molte più domande, abbiamo poche risposte e ancora meno certezze di cui ci fidiamo,con le quali tentiamo di percorrere l’aspro sentiero della coerenza con le nostre visioni della vita.
Posso tranquillamente affermare che il nostro modo di vivere richiede molta energia, molta attenzione e costa fatiche, ma non lo cambierem(m)o.
A volte ci capita di stare in fiere e mercatini per svariati giorni e quando torniamo a casa ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati anche se viviamo con pochi soldi, poche cose, quasi alla giornata. Tra le cose più belle e incredibili c’è il riappropriarsi del tempo, l’abitudine al silenzio, ai suoni della natura circostante, ai colori del bosco, alle sue energie….
Ci sono però degli inconvenienti che dobbiamo affrontare con coraggio e salda determinazione: richiami di gufi e di civette nella notte, bramiti di cervi all’alba, cinghiali e i tassi che tentano di rapinarci l’orto, fagiani piumati come atzechi in battaglia che traforano pomodori e peperoni, ghiri specializzati in espropri di noci e nocciole, volpi e faine che sbafano galli e galline lasciando entusiastici ringraziamenti, ragni acrobati che ornano ogni angolo della casa, rospi giurassici che scelgono come tana i vasi da fiore, variegate specie di biscie multicolori e vipere paciose che spuntano da sassi, buchi e anfratti, salamandre dall’andatura bradipesca che obbligano a frenate improvvise e soste bibbliche, ramarri smeraldini modello guarano che ti derapano sulla schiena mentre pisoli tra le viole…poi moltitudini di uccelli canterini che tessono un tappeto sonoro quasi continuo ( gli piace particolarmente la musica irlandese e il Bob Dylan ! ) accompagnati dalla ritmica puntuale, serrata, precisa dei picchi…poiane, falchi e bianconi che sembrano sempre puntare con occhio lubrico l’unica oca rimasta…insomma un casino di un casino di genti.
Per non parlare degli odori!! Come apri la porta vieni invaso dai miasmi di rosa selvatica, menta piperita,lavanda e erba cedrina…lavi il pavimento con il solito decotto di timo ed entrano stormi di bombi alla ricerca di nettare, accendi la stufa con rametti di ginepro o pigne di abete e…cucini… orecchiette con broccoli e uvetta o merluzzo alla cipolla rossa di Tropea, polenta gratinata con formaggio di capra e inserto mignon di funghi, trenette al pesto di rucoletta selvatica e per il gioco dei venti e degli spifferi l’odore si trasferisce nella stanza dove dormiamo perseguitandoci i sogni notturni. Il peggio ci capita quando facciamo essiccare i porcini sopra la stufa a legna, colmo della sfiga detti porcini hanno l’ardire di spuntare a qualche decina di metri da casa come a preannunciarti il tormento futuro. Se ti viene in seguito l’idea di lavarti con sapone fatto con oleolito di calendula e olio essenziale di lavanda ( cose che ci tocca fare per vincere la noia, sia chiaro) poi sei costretto a sorbirti le lamentele degli gnomi e dei coboldi dello Scravaion, i quali giustamente non reggono tali odori.
Capirete che è ben difficile dormire sonni tranquilli. E poi ci sono i vicini!!
I nostri vicini più vicini abitano… a circa un chilometro, ma questa la racconto la prossima volta che adesso è ora di merenda e vado a farmi una tisana di melissa con un poco di torta alle more e mele selvatiche, poca però che questa sera sono a casa da solo con sei gatti e tre cani, e mi tocca proprio mangiarmi tutta la teglia di patate rosse al forno con i porcini trifolati all’erba cipollina e vino di sambuco…Che vita ragazzi, che vita… Fortunati che siete, ad avere i vostri quattro salti in padella pronti, le polifonie sonore di traffico tangenziale, le lievi brezze al benzopirene e quella leggiadra coltre di polveri sottili…date retta a me: non abbandonate la megalopoli voi che potete…mica vorrete trovarvi nei nostri panni!
Il temibile fagiano Gadano, traforatore di pomodori e peperoni dopo la cattura e prima del rilascio.... a debita distanza!

