I motivi delle scelte

Published on 05/06,2008


                                                                                                                              . .torna ancora una volta alla Terra, al luogo e agli originari abitanti di quel luogo, torna da terre "devastate“ a terre "riverite"
 
                                                                                                                                 Parto  da questa frase di Peter Berg , scrittore bioregionalista americano, per raccontare il tempo e i passi che mi hanno portato tra questi boschi, con l’intima speranza e una spossata volontà di radicamento: trovare Terra per il corpo, acqua per i pensieri, vento per le parole e fuoco per i desideri. Conservo la fatale convinzione che non esista un luogo dove non vedere e non farsi vedere dall’orrore di questo tempo, ma anche ci fosse non sarebbe il mio posto. Voglio stare qui, su questo improbabile confine tra selvatico e domestico, dove basta un breve tratto di strada a ricordare ed ammonire quale sia il “senso” del tempo.

 

Tempo che non mi piace e non mi appartiene, contro il quale ho combattuto e perso le mie battaglie… per ritrovarmi spaesato e disperso come un uccello scampato ad un tiro tremendo. Poi ho incontrato gli alberi .

Poco sopra la casa che abito con Manù, c’è una radura a forma di anfiteatro, rivolta al sorgere  e tramontare del sole: erano pascoli e campi delle genti che abitavano questo borgo, montagna addomesticata nel tempo e con fatica indicibile, adesso ne restano le tracce: terrazze, muri a secco, ovili…..dove rosa canina, ginepro, biancospino affondano radici e dispiegano  rami, foglie, bacche e spine.

Difendono il posto dagli animali: con memoria atavica si oppongono ai cervi , ai caprioli, ai cinghiali e anche alle pecore e alle capre…nel senso che alla loro ombra e protetti dalle loro spine crescono i teneri arbusti che poi saranno: Carpini e Castagni, Querce e Betulle, Faggi e Noccioli: il Popolo degli alberi. Nel folto del bosco rinato riappariranno Volpi e Tassi, Daini e Caprioli, Cinghiali e poi Codirossi e Cincie, Merli, Corvi e Poiane, scorreranno rivoli, fossi, torrenti e poi… poi l’antica trama della vita.

Il loro tempo non si cura molto di noi e non so per quale casocosmico della vita il mio sguardo si è incrociato con quelle terrazze e con quegli alberi, ma io voglio vivere  in questo equilibrio non detto, voglio stare nel confine tra ginepro e pascolo.

Voglio camminare  sfiorandoli, e guardare la vita con i loro occhi,  essere una parte “dell’ambiente “, non rimanerne a parte.

Adotterò la strategia del  Ginepro: starò al vento dei tempi, con radici anche dove non penseresti, vivendo con poco e di poco, sottraendomi alle leggi degli umani, in mutua vicinanza  con rose e spinibianchi, rovi e brughi e a quelli  sensibili alle foglie

racconterò le storie di cui questo tempo ha paura, in attesa del bosco a venire: e quando verranno i grandi alberi, perderò le spine ma rimarrà nel tronco, inattaccabile dai tarli, un profumo fortissimo e nelle infinite venature, nelle pieghe e nei nodi,  la traccia dei giorni……

Adesso mi provo a raccontarlo: quando guardo una pagina scritta sulla carta ci vedo alberi, rami e negli oggetti, i pochi per fortuna, che mi appartengono o che uso, riesco solo a vedere tutte le storie degli esseri che li hanno costruiti. Una camicia sono i campi , il lavoro, opifici, laboratori…….un martello….. miniere, fonderie, fatica………in un supermercato, sugli scaffali di merci ordinate e allettanti ci si può leggere l’effetto  dell’ideologia che regna sul nostro tempo, più sacra di una religione  e più crudele di una pestilenza, quella delle merci e del profitto, che provoca la distruzione selvaggia dell’equilibrio del pianeta, delle menti e dei corpi degli umani e la riduzione a merce di ogni forma di vita. Fa dolere gli occhi questo sguardo, certo, ma è buona cosa questo dolore…è lo stesso dolore antico che sentivo  da ragazzo per qualche mio simile ucciso da una fucilata in un paese lontano….Adesso l’indignazione è rimasta ma non rotola a valle in rovinose valanghe, non travolge  e non segue vie segnate e predeterminate .

Come albero del bosco non ho più un tempo breve: terremo con radicipotenti questo posto e forse altri, più giovani, nei giorni a venire rimetteranno pietra su pietra le case, le terrazze, coltiveranno orti e campi in equilibrio e rispetto con gli altri viventi. “Loro” verranno: dai calanchi, dalle radure, dalle gole, traverseranno campi e prati e ci osserveranno, si faranno ammirare. Staranno a ricordare le armonie possibili, le infinite polifonie dei viventi: cosa possono gli schermi del “ Grande  Imbonitore” contro l’ Incanto della Vita? Ecco, mi accorgo che le parole sono al loro termine: io vivo con la mia compagna e complice in uno di questi posti di confine tra Selvatico e Domestico, posso accompagnarvi tra i ginepri, e ricominciare dal libro : “…noi siamo qui per rimanerci nei prossimi 3.000 anni e siamo qui per imparare a farlo correttamente…” Domani ci toccherà uscire dalla nostra piccola radura personale, intrecciare le nostre radici con quelle  di tutti i ri/abitanti  dei confini, per dare vita a piccoli boschi appartati, selve insondabili, giardini selvatici nascosti. Abbiamo bisogno di poesia, intelligenza e fantasia : “i Grandi Disboscatori  “ non sono cambiati di molto, sono solo più feroci, dispongono di un potere immenso, hanno armi terrificanti e la volontà di usarle……tubi catodici e merci per tutti i bi/sogni indotti. A volte ci sentiamo soli, pensiamo di essere pochi, dispersi e senza speranza. Ma ci basta uscire da casa per accorgerci … che abbiamo mani, piedi, pinne, ali, corna, zanne, becchi, artigli, fiori, semi, spine e rovi, siamo di acqua, di terra, di vento, di fuoco, corriamo, saltiamo, voliamo, nuotiamo, strisciamo, affondiamo radici. Siamo fratelli di tutti i popoli nativi, sorelle delle genti che in questi 50.000 anni hanno vissuto su questo pianeta rispettandolo e onorandolo.

                                                                  

Siamo tutti Soli!!

 

 

 

                                                       

                                                          


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