Disinquinare l'immaginario
Nel bel libro di Serge Latouche: “La scommessa della
Decrescita” ( Serie Bianca Feltrinelli) sono riportate le tristemente note
dichiarazioni del direttore dell’emittente televisiva privata francese TF1,
Patrik Le Lay: “ Ci sono molti modi di parlare di televisione. Ma all’interno
di una prospettiva di businnes, dobbiamo essere realisti: fondamentalmente, il
compito di una televisione come la nostra, è aiutare Coca-Cola, per esempio, a
vendere il suo prodotto. Ora, affinché un messaggio pubblicitario sia percepito,
è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre
trasmissioni hanno il compito di rendere disponibili i cervelli degli
spettatori divertendoli e distraendoli tra un messaggio e l’altro. Noi vendiamo
a Coca-Cola tempo di cervello umano disponibile”. Letto questo viene da pensare
a cosa serva la brodaglia che viene spacciata per informazione dalle TV
commerciali e pubbliche, dai quotidiani, settimanali, mensili e dalla quasi
totalità dell’informazione che transita sulla grande rete: forse a venderci
questa realtà come l’unica possibile e desiderabile. La scelta, alla fine non
sembra lasciare scampo … tra Sinistra e Destra comunque questo è l’unico mondo
possibile! Sicuramente è un mondo dove le parole non hanno importanza e hanno
perso il loro significato originario. Proviamo a ricordarci cosa ha detto un
qualsiasi appartenente alla casta dei politici di professione 3-4 mesi fa, o
settimane o giorni…
E’ duro ammettere anche che ci si scorda di quello che è accaduto in quel tempo, in quei giorni, quali sono state le nostre riflessioni, le nostre emozioni.
Io penso che ci sia un sentiero, o meglio una traccia fuori dal sentiero che è possibile percorrere:
ripartendo dal proprio “posto di vita” o territorio o bioregione, agendo responsabilmente pensando quale effetto possono avere i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre azioni … cominciando a pensare dove vanno i nostri rifiuti, la nostra merda, cosa provoca l’acquisto di una merce, di un prodotto alimentare o tecnologico, un nostro spostamento, viaggio, una nostra comunicazione.
Ribellarsi alla costruzione di una discarica, TAV, Mose, di un inceneritore (termovalorizzatore) è sacrosanto e giusto, ma forse è tempo di diminuire i rifiuti, le merci, i veicoli, gli spostamenti.
E’ un tempo che richiede la pazienza della costruzione di immaginari differenti, possibili e felici!
Mi considero un uomo fortunato: circa quaranta anni fa la minoranza della mia generazione iniziò “un assalto al cielo” che stravolse il tempo e influenzò per circa 20 anni questo paese: fummo sconfitti ( forse fu una fortuna! ). Di quegli anni conservo la memoria struggente dell’innocenza, della giovinezza e delle speranze. Sono ben cosciente che non esiste nessuna isola felice dove rifugiarsi, ma ho imparato a vivere per costruire e comunicare piccole cose, perché ogni teoria, utopia, desiderio o sogno si realizza esclusivamente praticandolo ogni giorno, consapevolmente, con leggerezza e incanto, e ogni nostro gesto, azione e pensiero si diffonde, ripercuote, espande …
Comunicare per contagio, praticare l’utopia, disinquinare l’immaginario … sono ancora un uomo fortunato …posso ancora provare a vivere degnamente il mio tempo.
