Decrescitori

Published on 02/22,2008

La trasmissione  Chi lo ha visto del 18 c.m. http://www.chilhavisto.rai.it/Clv/misteri/2007-2008/CecinaCadaveri.htm  a proposito del ritrovamento di due persone, morte di stenti, nella pineta di Viareggio ipotizzando potessero appartenere al "movimento dei “decrescitori" descriveva questi ultimi come appartenenti ad una "setta" che vive esclusivamente di quello che fornisce la natura, evitando anche - nei casi più estremi – di cogliere i frutti, ma nutrendosi solo di quello che trovano.

Dopo la trasmissione del 28 gennaio 2008, è arrivata a "Chi l'ha visto?" la telefonata di un uomo che dice di aver conosciuto i due giovani e di averli incontrati per due estati sulla spiaggia di Cecina. I due, estremamente magri, alla sua offerta di cibo hanno rifiutato, dicendo di essere "vegani" e che la pineta forniva loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Sembra che essi vivessero nelle vicinanze di Torino. Alcuni telespettatori hanno segnalato che i due giovani potrebbero far parte del movimento dei "decrescitori".

 

A questa notizia, o meglio, ai giudizi seguiti alla notizia e alla invenzione del nuovo termine lessicale “decrescitori”, che somiglia molto agli  “untori”, mi è venuta la bizza di iniziare una specie di diario del Decrescitore.

Se non ci raccontiamo noi...ci raccontano loro!

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Il decrescitore, febbraio 2008, si sveglia verso le 8.30...( ma forse sono le 10.30...) colaziona con tisana di melissa e iperico (autoprodotta), torta con marmellata di more (fatta nel forno della stufa) poi, visto che piove, dopo aver fatto scorta di legna
(piante morte naturalmente e portate a spalla, che ci scappa anche la
passeggiatina)  continua, con doverosa fatica ,la lettura di Manituana (Wu
Ming) interrotta a tratti per seguire la cottura di una splendida zuppa di
fagioli di lima (dell'orto) e sfornato di patate e cipolle(sempre dell'orto),
facendosi tartine di pane integrale(forno casa) e salsa di rucola
selvatica (raccolta e invasata con olio e aglio). Il decrescitore ha delle pecche: gli manca dose omeopatica  o dose Mucchio Selvaggio di Buttafuoco e si accontenta di cafferazzo–misto orzo... prima o dopo faremo come il Felice: ghiande tostate e macinate col mulinetto a mano. Con vigile attenzione ai rapporti extra casalinghi deposita i magri resti del pasto alla'attenzione dei volatili canterini.


Pomeriggio: eroicamente il decrescitore si spinge fino alla cassetta
della posta, legge con attenta sorridenza la lettera di un’amica appartenente alla medesima setta (o otta o nova..) poi  lavora per 2-3 ore tagliando cuoio con un occhio alle castagne secche sobbollenti, merendina e nocino (autoprodotto), poi
cazzeggia fino alla cena, senza trascurare passeggiatina con coppia cagnacci maratoneti, sestetto gatti nomadi e oca guerriera. Affrontata la  riproposta del menù precedente, ingentilita da insalatina valerianella con leggiadro inserto di petali calendula e spossato alle sette si mette al computero (usato, banda bradipesca )per tradurre articolo sull'agricoltura sinergica, e alle dieci, aperta la posta, si mette a scrivere queste righe, alla faccia del Chi li ha visti o per lo meno spettegolati, delle elezioni politiche e della pestilenziale ignoranza che stà inondando questo paese, in cui nonostante la caterba di promesse pre e post elettorali si muore ancora di lavoro, di freddo, di violenza e di abbandono.
Chissà se qualche “ chi riesce a vederli” la racconta la "nostra" vita da decrescitori...

in giro per i boschi.

Buon cammino, Renato, buoncammino.

 

 


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