La vipera e il Biancone
Prima di stabilirci ai Cerri, un’amica ci aveva proposto di vivere in una casa della Valle Argentina, sopra Badalucco, in un posto chiamato Valle delle Aquile. Nell’entusiasmo che accompagna i progetti, avevamo pensato ad una “festa lavoro” di una settimana, per poter inaugurare la casa, e fare i primi lavori necessari, poi abbiamo trovato casa qui, ma...
l’impegno era rimasto e ai primi di settembre del 2002 sono partito con lo zaino e un po’ di viveri per il posto dei fichi: al lavoro mi sono trovato da solo, ma questo non mi è dispiaciuto, il posto bellissimo invitava alla solitarietà, quindi mi sono messo all’opera. Per prima cosa ho iniziato a pulire il sentiero… un paio di giorni e l’accesso alle case era diventato più agevole: la terza notte, nonostante la stanchezza ci ho messo tempo a prendere sonno. Nei boschi circostanti era in corso un’assemblea di gufi…..a un certo punto ho deciso che vista l’impossibilità di dormire tanto valeva partecipare, quindi munito di coperta mi sono seduto tra gli alberi a ho ascoltato il dibattito. Il giorno seguente ho iniziato a pulire il forno del pane, che è la prima cosa che occorre a chi abita la montagna in autosufficenza, forno bellissimo in pietra, con ai lati due ripiani pure loro in pietra; il lavoro ho iniziato a farlo con attenzione seguendo una delle leggi non scritte della montagna: prima guardare e poi toccare, e tutto è proceduto tranquillamente tanto che un paio di giorni dopo il forno era pronto per fare il pane ma continuava a perseguitarmi un leggero senso di disagio che non riuscivo a definire. La sera, prima che il sole tramontasse, con un piccolo moto di orgoglio sono ridisceso a farmi una sigaretta e riguardare il lavoro fatto, accorgendomi immediatamente di non essere l’unico a godersi lo spettacolo: una grossa vipera se ne stava al sole tramontante proprio alla base del forno. L’avevo incontrata la prima volta che ero stato a Figareo: proprio vicino alla sorgente, la pancia gonfia…forse una rana.. o che altro, si era semplicemente nascosta con la testa sotto ad un sasso come a dire: “ non vedo - non mi vedi” ed erano proprio le dimensioni a certificarmi che si trattava sempre della stessa. Me ne sono andato senza disturbare ma ci sono tornato al mattino e l’ho ritrovata e poi ancora prima di sera, a quel punto mi sono reso conto che non sapevo cosa fare, ero da solo, nessuno sarebbe poi venuto a fare il pane, la vipera non mi preoccupava e io non la spaventavo … e domani o forse tra mesi? Al mattino ero sempre nella stessa situazione quando proprio sul crinale del Bosco delle Aquile è passato a lenti cerchi un Biancone, tra gli artigli stringeva una qualche serpe, con il binocolo l’ho seguito fino a poco vicino al sole, e mi sono reso conto che se il destino della vipera non dipendeva da me, ma forse la vita del biancone dipendeva anche dalla vipera, io ero altro e non spettava a me decidere : la vita della vipera forse avrebbe incrociato gli artigli del Biancone non di certo il mio bastone.
Renato
