Dalla parte della Terra

Published on 03:36, 11/06,2007

Visto che da noi i vari movimenti ambientalisti, decrescita ecc. stentano a diventare massa critica vi propongo questa bella intervista a Peter Berg a cura di Giuseppe Moretti

 (Intervista realizzata nella sede di Planet Drum a San Francisco)

D: Peter, qual è attualmente la situazione del movimento bioregionale nel tuo paese?

R: Per noi il Movimento Bioregionale comprende tutto il Nord America e cioè Canada, Stati Uniti e Messico. Questi tre paesi hanno comunque tendenze differenti l’uno dall’altro. In Messico, ad esempio, ci sono alcune aree bioregionali particolarmènte attive, una di queste è nello Stato di Morelos. Gli zapatisti del Chiapas hanno avuto contatti con gruppi bioregionali grazie a La Carovana di Alberto Ruz.

In Canada, Il movimento è altrettanto forte e diffuso, particolarmente lungo le coste. A Vancouver, è uscito di recente un.nuovo libro, scritto da uno dei leader locali, .Mlke Carr, intitolato Bioregionalism and Civil Socity.

Negli Stati Uniti, dove ci sono dozzine di gruppi bioregionali, possiamo cogliere delle differenze tra chi ha un orientamento prettamente ecologico, chi comunitario e sociale e chi invece spirituale. I bioregionalisti sociali e quelli spirituali sonò molto presenti nei Congressi Bioregionali (che si tengono ogni due anni in località diverse. ndt). La mia sensazione è che ultimamente la tendenza di questi Congressi vada più verso l’orientamento spirituale che non quello ecologico.. Comunque, l’ultimo Congresso è stato promosso dai membri del Movimento della Permacultura, e quindi Il risultato è stato molto più ecologico. All’inizio, la permacultura non considerava importanti l’habitat degli animali e delle piante, i bacini idrografici e il. cibo locale, è quindi molto significativo questo avvicinamento perché la permacultura può essere considerata il centro dell’alimentazione biologica. Permacutura e agricoltura biodinamica stanno sempre più adottando la prospettiva bioregionale.

 (Continua)


Gli Zappatori dell'Acquacheta

Published on 04:52, 10/12,2007

 

Quello che segue è l’inizio di “Da Piazza Navona agli Appennini, dagli Appennini a Piazza Navona” – Cronaca Storia Documentazione Testimonianza Immagini della dantesca Valle dell’Acquacheta a cura del Collettivo “Zappatori senza padroni G.Winstanley – La terra a chi la lavora  - di Marco Bucciarelli editato da Stampa Alternativa  nei primi anni 80, ormai scomparso e di cui non posso che ringraziare il mitico editore, Marcello Baraghini, per avermi spedito la fotocopia del suo originale. Sono alcuni anni che progetto di raccogliere le storie e i documenti di quell’esodo iniziato proprio nel ‘77’ . Grazie a questo libro, ad altri documenti e racconti orali credo di riuscire a dare corpo  al lavoro di assemblaggio di questi “fiori di Guttemberg” prima che scompaiano.

Gli Zappatori alla fierucola

 Ulisse, Giambardo e altri Zappatori alla fierucola(1986),

Per questo lavoro spero di ricevere aiuto da quante/i, in quel periodo, cercarono di dare corpo ai propri desideri andando a ri/abitare i luoghi dell’abbandono. Saluto da lontano  anche alcuni amici, Ulisse e Giambardo, che continuano quel viaggio iniziato 30 anni fa (adesso vivono in Spagna, chiaramente in una comune...).

 (Continua)


Gary Lawless

Published on 05:46, 10/05,2007

 

      “È TERRA LA SOSTANZA DEL MIO DIRE”

 

               Un pomeriggio di musiche, torte, vino

 

                              E LE POESIE DI

 

       GARY LAWLESS  MARIANGELA GUALTIERI

FELICE COLACI  FIAMMA LOLLI  COSETTA LEMELE

    JACQUELINE FASSERO  SILVANA MARINIELLO

            JESSE MARSH  LUCIO VINCIARELLI

 

                                           a

                                    PRATALE

                             Vallingegno, Gubbio

                         sabato 3 novembre 2007

                                     ore 16,00

 

             MUSICHE DI PAOLO BRANCALEONI

                  CON GIANFILIPPO PASCOLINI


   Quando gli animali vengono da noi

     Chiedendo il nostro aiuto

       Capiremo cosa ci stanno dicendo?

 

    Quando le piante ci parlano

      Nel loro delicato bellissimo linguaggio

        Sapremo dar loro risposta?

 

        Quando il pianeta stesso

         Viene cantando nei nostri sogni

         Sapremo svegliarci e agire?

 

 


1977 l'anno che non siamo andati a letto presto

Published on 05:18, 09/22,2007

Sulla lista Rekonbinant c'è una lettera di Marco Philopat che si può leggere a questo link:

http://agenziax.it/oc_main.php?pid=14&estratto=1&sid=38

La lettera è abbastanza lunga, ma la cosa che volevo ricordare è questa: le memorie scomparse. Del 68 tutti ricordano e danno giudizi, fanno film, libri, trasmissioni, blogs; del 1977 non si ricorda nessuno, neanche quelli/e che ne sono stati protagonisti. Ha ragione Philopat: ci sono avvenimenti che sono sistematicamente dimenticati. Il 1977 è uno di questi. I numeri impediscono di ricordare o di farci un film,o una serata di nostalgia: 8.ooo arrestati, 5.000 incarcerati, 40.000 inquisiti, 100.000 indagati e mancano i numeri degli "andati" a causa (varie cause) dell'eroina, un' epidemia che travolse la mia generazione, ma se di questa mancano i numeri ciascuno può ricordare quanti , degli amici e compagni di allora sono morti per eroina.Io lo ricordo come un lunghissimo anno, per me terminò alla fine dell'83, ma lo ricordo poco come un'autodifesa, che a ripensare quella ricchezza di rapporti, di iniziative (chi non ha partecipato all'avventura di una radio, di una rivista o di un centro sociale?) poi come fai a ritrovarti in questo presente??

 (Continua)


Il giardino delle Quindicidici Pietre

Published on 23:19, 09/13,2007

I

 

In questi giorni mi è tornata la voglia di riprendere un vecchio progetto che avevo discusso alcuni anni fa al primo Critical Wine con Sergio Bianchi di Derive/Approdi: tracciare una storia - mappa delle esperienze comunitarie (rurali) italiane, dagli anni 70 ad oggi, e in queste esperienze inserire le riviste, i volantini e una bibliografia di quelli che definisco “ispiratori”, insomma la base culturale da cui sono nate. Dato che disponiamo di una buona massa di documenti cartacei, ho iniziato a sceglierli e poi ho provato a fare una ricerca in rete …!?

Con davanti l’edizione della Bur di “Walden ovvero Vita nei boschi” ho cominciato: ho subito trovato Wikipedia e anche un’Anarchopedia  nella quale, con grande stupore ho scoperto una biografia di Thoreau che lo trasformava in un militante anarchico, breve biografia estrapolata dalla presentazione di Piero Sanavio. In questa operazione di taglia-copia-incolla il buon Thoreau perde la propria identità e diventa un’icona, una ennesima etichetta per il palmares ideologico.

 Copertina della prima edizione di Walden con un disegno della capanna di Sophia Thoreau

 (Continua)


Ascoltare la salvia

Published on 00:38, 09/12,2007

Alcuni giorni fa, la Corte di Cassazione ha sentenziato che la prescrizione di prodotti “omeopatici”  (e di altre branche delle medicine naturali e complementari!) spetta esclusivamente ai medici …  viene da pensare che è un bel controsenso, o per lo meno una bella trappola: come se si dovesse andare in macelleria a farsi consigliare quale verdura biologica mangiare !! Le “medicine naturali” e la “pratica dell’autogestione della salute”  prendono in considerazione e curano le cause della malattia, con un’ attenzione particolare all’alimentazione e agli stili di vita.

 La nostra amica Etain racconta così il suo rapporto con le medicine naturali: …L’attenzione credo che sia un grande segreto.

  (Continua)


Giò i man d'i noster piant

Published on 04:24, 09/04,2007

Fino ad ora la politica nei confronti delle cure naturali e fitoterapiche è stata quella del discredito, della derisione se non della guerra aperta sotto forma di una moderna caccia alle streghe antiscientifiche, una guerra che, “statistiche” di recente rese note lo confermano, ha ridimensionato il numero di quelli che nell’ultimo decennio si erano rivolti alla medicina alternativa non allopatica, cioè le case farmaceutiche, con la collaborazione di leggi ad hoc hanno riguadagnato una buona parte dei clienti che stavano perdendo!

Contemporaneamente appaiono pubblicità sui media nazionali di prodotti farmaceutici di cui si sottolinea “l’origine naturale” e la componente erboristica che, quindi, se te la danno loro va bene!

Sull’ultimo numero del Consapevole, il 12, c’è un illuminante quanto inquietante articolo di David Icke sull’argomento che  titola così: Il cartello dell’industria farmaceutica contro la medicina naturale – Fascismo Globale o “Codex Alimentarius”? – ovvero quando per avere dell’aglio ci sarà bisogno della ricetta.

Suggeriamo caldamente di leggerlo.

 (Continua)


Elfi si diventa, Elfi si rimane

Published on 02:36, 08/24,2007


                 
Avalon


In questi giorni abbiamo finito il ciclo estivo dei mercatini artigianali, quindi ce la prendiamo comoda: si legge, si scrive, si preparano conserve, salse, marmellate, si essicano fagioli, si mettono via oleoliti, tintura di propoli ecc. si pulisce e si dipinge … insomma si fa un  poco i casalinghi. Però a fine mese andiamo per qualche giorno al “Rainbow Gathering” dove ci aspettano sorelle e fratelli che non vediamo quasi mai e altri che non abbiamo ancora incontrato. Cosa sia un Rainbow (incontro della Famiglia Arcobaleno) proveremo a raccontarlo al ritorno: i tempi, i luoghi e i modi di questi incontri non viaggiano sulla grande rete, pena lo stravolgimento dello spirito di un Rainbow; io ci sono stato per la prima volta a metà degli anni 90: era un periodaccio, avevo bisogno di mollare, cambiare aria e riprendermi. Avevo notato, leggendo AMM Terra Nuova,  la locandina dell’incontro che avveniva all’Acqua Cheta, vicino a Marradi: non sapevo assolutamente cosa potesse essere un Rainbow, ma in quella zona erano nati gli “Zappatori senza Padrone” quindi fu un attimo fare lo zaino e partire ! E’ in quella occasione che  ho conosciuto Mario Cecchi, gli elfi della sambuca pistoiese, la rete bioregionale e poi … è cambiata la vita, e non solo la mia!! Dopo un paio di mesi con Mario e altri abbiamo dato vita al C.I.R. e l’anno seguente sono andato a vivere a Campori Libero, il villaggio elfico più isolato, austero e duro. Anche se l’età comincia a sconsigliarci di dormire per terra, di usare la zappa e la bottiglia per i bisogni fisiologici noi aspettiamo con allegria il giorno di partire … elfi si diventa e elfi si resta.

Chi siano gli elfi è meglio lasciarlo raccontare a Mario:

 

entrando nel villaggio elfico di Avalon (Pistoia)

 (Continua)