Da molti anni non trovavo qualcosa che, come la
dichiarazione d’intenti della Rete Bioregionale, rifletta il mio “sentire”,
essere in sintonia di pensiero, moto del cuore e azione. E’ semplice, ma è
precisamente il senso della mia ricerca personale di questi ultimi anni. Ciò
nonostante io non sia una contadina, bensì una artigiana artistica o meglio
“creatrice di opere dell’ingegno creativo”. Ma la Terra chiama e la sua voce è
possente per chi ha orecchie… Alla Terra sono tornata, per un’inesorabile “esigenza esistenziale”,
quando cioè mi sono resa conto che la città mi era ormai diventata umanamente,
spiritualmente e animalmente invivibile, costringendomi a condividere
l’incondivisibile, ad alimentare sempre
più, mio malgrado, l’ingordigia cieca di un sistema (economico, sociale ecc.)
da cui irrimediabilmente dissento, combinato con il bisogno di solitudine e,
non ultimo, la necessità di riempire quotidianamente lo sguardo di bellezza, di
aria i polmoni, di fiori, e rupi, e vento, e profumi, e alberi gli occhi, le
orecchie, il naso, la pelle.
(Continua)