Ho
ricevuto oggi la lettera di Selina da Gran Burrone conle indicazioni e la mappa per il prossimo
incontro del C.I.R. Questo post non può, purtroppo rendere la bellezza della
lettera, scritta a mano e adornata con svariati disegni. Gli improbabili
lettori non me ne vogliano, anche perché sarà possibile conoscere il luogo
fonte di tanta bellezza partecipando all’incontro del Piccolo Popolo..
Quest’anno
dal 12 al 15 Settembre sarà Gran Burrone ad ospitare l’incontro del C.I.R. vi
aspettiamo numerosi.
Questo
è il programma proposto dagli Elfi di Gran Burrone, ma tutto sarà da stabilire
e confermare assieme.
Per coloro che iniziano una
vita distante dal moderno, per chi cerca di sottrarsi al segno di questo tempo
ecco una decina di libri, e forse sono troppi, che possono aiutare sia nella
pratica che nella ricerca personale. Non so se sono i migliori, se i più
affidabili o i più interessanti ...sono quelli che mi hanno accompagnato allora
e che mi accompagnano ancora oggi.
Facciamo
che questo “decalogo” sia la somma delle buone intenzioni delle nostre vite, ma
facciamo anche che la parola “comandamenti” non appartiene al nostro alfabeto.
DECALOGO: I
10 COMANDAMENTI DELLA DECRESCITA
Eco-nomia = De-crescita
Qualunque cosa facciano il
Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali,
gli eserciti... noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di
vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.
1. Alimentazione. Consumate tutti i prodotti
selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi.
Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli
alimenti siano biologici, locali, artigianali... Se non avete l'orto né
possibilità di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo
di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate
direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i
dolci... Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la
modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il
cibo spazzatura... Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno.
Diminuite più che potete l'ingestione di proteine animali, molto cara
ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco
lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le
varietà e le tradizioni locali. Nell'India Vedica, il cuoco ricopriva una
posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un
medico.
Lunedì
ci stavamo tornando dall’ennesimo mercatino stanchissimi, pregustando dormite
letargiche, colazioni interminabili e pisolini conseguenti quando rispondendo
al trillo del telefonino ... “ciao
Renato, sono Marco ... siamo in Liguria e pensavamo di passare a trovarv” i...
I Tutorus, eterni musicisti
nomadi!! ... “Ci vediamo a casa” ...
Abbracci,
allegria, racconti, birra, pasta con il pesto e quella gioia sottile che
riempie i gesti più semplici, fa luccicare gli sguardi e scioglie la briglia
delle parole.
Poi
Manù, vista la stanchezza decide di stendersi ... il nostro amico Jancsi improvvisa una
serenata, perché per lui suonare è molto più che parlare. Quindi tutti a
dormire, la vita di strada assorbe molte energie ed un buon riposo necessita.
E
uscito "LA COMUNE HIPPY DI OVADA.
Un'utopia vissuta. Storia, Immagini, Testimonianze", Edizioni Archivio
Storico della Stampa Underground (MI)- Associazione Amici della Colma (AL) 2008
Storia
e cronaca di uno dei primi (se non il primo) esperimenti di comune agricola, meteora
velocissima fu mitizzata per anni. Può anche essere un inizio per ripercorrere
il periodo underground - beat - hippy (non solo nella versione casereccia
italiana) che fu un’incredibile esperienza culturale, poetica e visionaria.
Il
sogno si concluse il 7 settembre 1971, alle 5,30 del mattino quando la polizia
fece irruzione in alcuni casolari sulle colline di Lerma in territorio di
Ovada, ponendo fine a uno dei miti più discussi della cultura underground
dell'epoca, la famosa “comune di Ovada”.
Noi ( io e Manu ) viviamo in questo borgo abbandonato dell’entroterra ligure da circa cinque anni e possiamo dire che siamo di qui, in fondo uno è di dove sta bene; per vivere pratichiamo quello che ci piace definire artigianato-artistico o artistigianato o anche mestiere manuale e creativo in strada, insomma a casa diamo vita a oggetti in cuoio e legno che poi vendiamo durante mercatini e feste varie, facciamo quindi parte di una specie di “razza in via di estinzione” che andrebbe protetta al pari della foca monaca e dell’artigianato indigeno guatemalteco. Integriamo questa attività coltivando i nostri orti, preparando conserve, raccogliendo ed essiccando erbe ecc. e per essere sincero devo dire che Manu è l’artigiana ( svolgo la funzione di vice-aiuto-aspirante…) e io il contadino(lei ha un rapporto estatico con l’orto…). Avevamo abbandonato da tempo, seguendo strade diverse la vita metropolitana, i suoi tempi e modi, il lavoro salariato, …. e con essi la codificazione/mercificazione dominante della vita, ma anche la militanza politica nei movimenti alternativi e/o antagonisti. Abbandonato nel senso di lasciato alle spalle, senza pentimenti per quello detto e fatto, con qualche nostalgia per la giovinezza: in due facciamo 106 anni e nella media ci guadagno io! Potrei dire che il nostro “sguardo” sul mondo si è fatto più acuto, più curioso, più attento e che ci facciamo molte più domande, abbiamo poche risposte e ancora meno certezze di cui ci fidiamo,con le quali tentiamo di percorrere l’aspro sentiero della coerenza con le nostre visioni della vita.