Esodo o approdo?

Published on 01:15, 05/08,2008

Da molti anni non trovavo qualcosa che, come la dichiarazione d’intenti della Rete Bioregionale, rifletta il mio “sentire”, essere in sintonia di pensiero, moto del cuore e azione. E’ semplice, ma è precisamente il senso della mia ricerca personale di questi ultimi anni. Ciò nonostante io non sia una contadina, bensì una artigiana artistica o meglio “creatrice di opere dell’ingegno creativo”. Ma la Terra chiama e la sua voce è possente per chi ha orecchie… Alla Terra sono tornata,  per un’inesorabile “esigenza esistenziale”, quando cioè mi sono resa conto che la città mi era ormai diventata umanamente, spiritualmente e animalmente invivibile, costringendomi a condividere l’incondivisibile, ad alimentare  sempre più, mio malgrado, l’ingordigia cieca di un sistema (economico, sociale ecc.) da cui irrimediabilmente dissento, combinato con il bisogno di solitudine e, non ultimo, la necessità di riempire quotidianamente lo sguardo di bellezza, di aria i polmoni, di fiori, e rupi, e vento, e profumi, e alberi gli occhi, le orecchie, il naso, la pelle.

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Dietro ogni scemo c'è un villaggio

Published on 23:19, 04/30,2008

 

 

In questi ultimi tempi ci hanno contattato due persone, lo hanno fatto per chiederci se potevamo aiutarle fornendo loro indicazioni su “comunità” che potessero ospitarli. Entrambe queste persone ci hanno raccontato del loro momento di disagio, e del loro bisogno di trovare un luogo collettivo che potesse accoglierli per un lungo periodo.

Traspariva, dai loro racconti e dalle parole scritte, quella che definiamo “sofferenza della psiche”.

Da molti anni, nella nostra tribù allargata siamo spesso a contatto con persone che hanno problemi psicologici o di alcolismo, tossicodipendenza, HIV ecc. e questo ci ha quasi obbligato ha conoscere e studiare le varie “discipline” dell’anti – psichiatria (da F. Basaglia a G.Bucalo) o delle medicine alternative e complementari fino alla Nuova Medicina di Rike Geerd  Hammer.

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Partigiano Canobio

Published on 02:54, 04/25,2008

 Il 25 Aprile per me rimane un giorno dedicato alle “memorie” ed evito di partecipare a manifestazioni e/o cortei che di fatto non fanno che imbalsamare questa data e tutta la Resistenza. Preferisco dedicare qualche ora alla lettura di alcuni libri di un caro amico: Ugo Scagni, ricercatore e storico della Resistenza in Oltrepò Pavese, terra in cui sono nati e vissuti i miei genitori. Mio padre era un partigiano combattente, venne ferito durante i rastrellamenti fatti dalle truppe mongole, ferito da ben sette colpi di mitraglia fu salvato da un contadino che lo nascose nella stalla nella mangiatoia delle mucche e poi lo trasportò nella neve fino a dove poterono curarlo ... era l’inverno del 44’.

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Tracce fuori dal sentiero

Published on 02:32, 02/14,2008

Si chiama navigare, ma io preferisco dire camminare, alludo ad internet.

 Ogni camminatore segue sentieri, guide, percorsi predefiniti o sconosciuti… e si lasciano segni, tracce: qualche bastoncino, graffiti, mucchietti di sassi…ecc.

Teniamo pochi buoni amici, che non vediamo quasi mai; altri che non abbiamo ancora incontrato lasciano leggere impronte sulla traccia, fuori dal sentiero.

 Come Raul che ci scrive:

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Assemblea, assemblea

Published on 00:18, 02/01,2008

Elezioni

 

Grande fermento nella valle … provocato dalla notizia di una ennesima tornata elettorale. Ieri notte alla radura dell’Anfiteatro si è tenuta l’assemblea straordinaria degli abitanti, stanziali e migratori, convocata dai soliti coboldi dello Scravaion;

 all’ O.d.N. ( ordine della notte ) c’era il comportamento da tenere e le relative richieste da presentare ai vari schieramenti, in vista delle elezioni politiche.

L’Assemblea, dopo i saluti rituali, ha dato vita al Cerchio e ha approvato questo comunicato:

 

Non ci frega una mazza delle elezioni politiche, ma visto che siamo qui, ci impegnamo ad appoggiare lo schieramento che accoglierà e inserirà nel proprio programma elettorale le seguenti richieste:

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L'Urlo dalla memoria

Published on 00:45, 01/24,2008

 

Al posto di seguire  le varie “rievocazioni” del ’68 che incombono e incomberanno per tutto il 2008 e percorrendo il filo di una ricerca personale sulla nascita e la storia delle comuni italiane, ho iniziato la rilettura di un vecchio saggio di Mario Maffi – La cultura andergraund – (ed. Laterza 1972) che mi sembra abbia avuto anche successive ristampe e aggiornamenti.

Costa dirlo ma gli embrioni di quel periodo di rivolta che riassumiamo nel ’68 presero vita negli Stati Uniti nei primi anni ’50 con i movimenti Beat, Underground e poi nei ’60 con i movimenti non-violenti, lo scoppio dei campus universitari (Berkley e il Free Speech Movement), Malcolm x, gli Hippies e i Diggers….

L’onda lunga di questo sommovimento culturale, artistico, politico ed esistenziale arriveranno in Europa e in Italia, tracciarne la storia è lavoro lungo ed entusiasmante che richiede tempo e curiosità, ma alcune considerazioni e riflessioni mi sono venute quasi di getto anche stimolate da una inevitabile nostalgia per il vissuto e dallo scarso entusiasmo che mi infondono il tempo presente e i presagi di quello a venire.

In quegli anni la critica radicale dei movimenti faceva a pezzi i “pilastri” della società: famiglia,coppia, scuola,lavoro, religione, informazione e cultura.

Bisognerebbe reimparare quell’alfabeto, e coniugarlo con quello olistico, ne uscirebbe la “visione” di un altro mondo possibile ora.

(zappatori a Montalto di Castro, immagine tratta da Derve/Approdi)

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Buon cammino

Published on 00:33, 12/12,2007

Sono stato a Milano alla fiera degli “oh bej oh bej” con il piccolo banchetto dei nostri lavori di artigianato artistico in cuoio ispirato alle forme e ai colori del bosco, come ogni anno è stata una specie di avventura sia per la fatica, veramente tanta, che per il calderone di incontri, contaminazioni e riflessioni che si sono susseguiti nei giorni della fiera e anche dopo. I due giorni precedenti sono stati una specie di prova di iniziazione come sempre: delimitare il posto … presidiarlo … conoscere i “vicini” arginando i naturali allargamenti che tentano di fare … sono stato fortunato dentro ad un equivoco: il posto che una presunta organizzazione mi aveva assegnato era stato in seguito occupato proprio da un gruppo di giovani Elfi di Gran Burrone .. risolto l’equivoco mi sono spostato a lato vista la loro esigenza … poi un gruppo di senegalesi ci ha detto: noi siamo elfi … una delle migliori battute di questo anno avaro di allegria!!

(il nostro banco estivo)

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Il giardino delle Quindicidici Pietre

Published on 23:19, 09/13,2007

I

 

In questi giorni mi è tornata la voglia di riprendere un vecchio progetto che avevo discusso alcuni anni fa al primo Critical Wine con Sergio Bianchi di Derive/Approdi: tracciare una storia - mappa delle esperienze comunitarie (rurali) italiane, dagli anni 70 ad oggi, e in queste esperienze inserire le riviste, i volantini e una bibliografia di quelli che definisco “ispiratori”, insomma la base culturale da cui sono nate. Dato che disponiamo di una buona massa di documenti cartacei, ho iniziato a sceglierli e poi ho provato a fare una ricerca in rete …!?

Con davanti l’edizione della Bur di “Walden ovvero Vita nei boschi” ho cominciato: ho subito trovato Wikipedia e anche un’Anarchopedia  nella quale, con grande stupore ho scoperto una biografia di Thoreau che lo trasformava in un militante anarchico, breve biografia estrapolata dalla presentazione di Piero Sanavio. In questa operazione di taglia-copia-incolla il buon Thoreau perde la propria identità e diventa un’icona, una ennesima etichetta per il palmares ideologico.

 Copertina della prima edizione di Walden con un disegno della capanna di Sophia Thoreau

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