Libertà originarie
Carta per il rinascimento della campagna e delle libertà originarie dei contadini e dei popoli indigeni
Wendell Berry, Giannozzo Pucci, Vandana Shiva, Maurizio Pallante
PRINCIPI
L’agricoltura con le attività forestali è indispensabile alla sopravvivenza
umana.
La campagna provvede a tutti i bisogni fondamentali di acqua, aria,
biodiversità, cibo, energia, fibre (cotone, lana, lino ecc) e a tutti i
materiali da costruzione.
La terra è sacra, non l’abbiamo fatta noi. È la dimora naturale di ogni essere
vivente.
Sulla terra si fonda l’identità delle comunità umane se non è alienata,
frammentata e non è basata su mere considerazioni utilitaristiche.
Il suolo su cui camminiamo è mescolata la polvere dei nostri antenati; i nostri
corpi, morendo, arricchiscono la terra dimostrando che essa non ci appartiene
ma noi apparteniamo alla terra.
Bioneers
Chi ogni tanto transita per il blog si sarà accorto della nostra attenzione per le culture alternative degli anni 60-70, non a caso, visto che gran parte delle teorie e pratiche di autosufficenza, ecologia profonda, bioregionalismo, agricoltura naturale ... nascono in quel periodo.
Ad esempio, quasi nulla si ricorda e conosce dell'esperienza di Ruth Stout, famosa in America per il suo metodo agricolo, il "no-work mulching system" (sistema del non lavoro, della non aratura, della pacciamatura) e anche per aver contribuito assieme a Helen e Scott Nearing (Bibliografia Helen e Scott Nearing la trovi QUI) alla nascita e diffusione del movimento di ritorno alla Terra tra la fine degli anni 50 e gli anni 60.
L'impronta selvatica
Durante il corso della propria vita ciascuno di noi lascia la propria impronta sul Pianeta: la cosi detta Impronta Ecologica, ovvero la quantità di risorse che consumiamo e quindi la superficie di Pianeta che occorre per produrle..
Alcune di queste risorse sono rinnovabili in tempi più o meno lunghi, altre no.
Ad esempio per i giacimenti di petrolio, carbone e gas naturale sono occorse decine di migliaia di anni e non si riformeranno, milioni di anni è durata invece l’evoluzione della biodiversità: le specie estinte non torneranno.
Che ci piaccia o meno ogni nostra attività ha un costo per il Pianeta che ci ospita e per mantenere l’equilibrio naturale dovremmo ritornare quanto prendiamo: questo è il principio fondamentale dell’Agricoltura Naturale e anche quello delle culture e delle tradizioni dei Popoli Nativi. La stragrande maggioranza del genere umano ignora e non rispetta questo principio, l’uomo ha perso l’incanto di vivere in armonia con la Natura, di esserne parte: di tutti gli esseri viventi siamo i soli a produrre rifiutie siamo i soli a non servire a nessun altro essere, animato o meno.
Detto questo ... possiamo fare una bella lista di buone intenzioni, o dibattere all’infinito su quasi tutto per ritrovarci d’accordo su quasi niente.
Possiamo invece ritornare ad essere ri/abitanti del nostro luogo, possiamo agire il cambiamento nella nostra vita quotidiana e in quella collettiva: possiamo “Tornare Selvaggi” come ci dice JesseWolf Harding, artista e attivista ecologista
Oggi Stevia
Oggi ho trapiantato alcune piantine di stenia (Stenia
Rebaudiana Bretoni) E' una piccola
erbacea arbustiva perenne della famiglia dei crisantemi, nativa delle montagne
fra Paraguay e Brasile. Predilige l’esposizione al sole del mattino, ama
terreno ricco di umus e ben drenato se coltivata in vaso e bene utilizzare vasi
di 20 – 30 cm
di diametro senza sottovaso. La pianta ha una fotosintesi molto veloce durante
il periodo estivo ma rallenta e và in riposo durante l’inverno. Nel caso di
coltivazione nell’orto è bene scegliere una esposizione a sud e proteggere la
pianta dalle gelate con pacciamatura. Cresce fino ad 80 cm. E si può riprodurre
per talea durante il mese di agosto.
Il seme è molto piccolo e scarsamente fertile, matura nei mesi invernali. Per òla semina si consiglia un bagno di qualche ora in un infuso di camomilla e equiseto (prima lasciatelo raffreddare!) e poi seminare in piccoli contenitori riempiti di torba e tenuto costantemente umido.
Se una farfalla sbatte le ali ...
Questa riflessione inizia da…un vasetto di miele: un vasetto di miele proveniente dal Chiapas regalatoci da un’amica e acquistato in un negozio del commercio equo-solidale, il vasetto in questione si è incrociato con alcune e-mail di partecipanti alla Mailing-list di Decrescita , in queste mail uno degli argomenti comuni era la distruzione ambientale, la conseguente, irreversibile diminuzione delle risorse del pianeta e quindi la giustamente crescente“ preoccupazione per i nostri figli”, per le generazioni che verranno; non bastasse l’incrocio improbabile vi si è aggiunta pure la notizia dell’aumento di circa il 30% del prezzo del grano sul mercato mondiale provocato dall’uso del cereale per … produrre biocarburante, collegata al dato impressionante della sottoproduzione di cereali necessaria a sfamare la popolazione globale. Poi ci ho messo anche la lettura di una etichetta di “pesce surgelato” per i famosi Quattro Salti.. e tanto per concluderla mi sono chiesto se dalla rivolta campana contro discariche e inceneritori si potesse ricavare un dato di diminuzione dei rifiuti. Provo adesso a descrivere le impressioni che si sono susseguite:
( per un approccio consapevole... al deodorante ...)
Disinquinare l'immaginario
Nel bel libro di Serge Latouche: “La scommessa della
Decrescita” ( Serie Bianca Feltrinelli) sono riportate le tristemente note
dichiarazioni del direttore dell’emittente televisiva privata francese TF1,
Patrik Le Lay: “ Ci sono molti modi di parlare di televisione. Ma all’interno
di una prospettiva di businnes, dobbiamo essere realisti: fondamentalmente, il
compito di una televisione come la nostra, è aiutare Coca-Cola, per esempio, a
vendere il suo prodotto. Ora, affinché un messaggio pubblicitario sia percepito,
è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre
trasmissioni hanno il compito di rendere disponibili i cervelli degli
spettatori divertendoli e distraendoli tra un messaggio e l’altro. Noi vendiamo
a Coca-Cola tempo di cervello umano disponibile”. Letto questo viene da pensare
a cosa serva la brodaglia che viene spacciata per informazione dalle TV
commerciali e pubbliche, dai quotidiani, settimanali, mensili e dalla quasi
totalità dell’informazione che transita sulla grande rete: forse a venderci
questa realtà come l’unica possibile e desiderabile. La scelta, alla fine non
sembra lasciare scampo … tra Sinistra e Destra comunque questo è l’unico mondo
possibile! Sicuramente è un mondo dove le parole non hanno importanza e hanno
perso il loro significato originario. Proviamo a ricordarci cosa ha detto un
qualsiasi appartenente alla casta dei politici di professione 3-4 mesi fa, o
settimane o giorni…
Rifiuti
Durante il periodo elettorale e conseguente bombardamento mediatico, due notizie sono passate nella disattenzione collettiva: l’imponente massa dei rifiuti che si è concentrata nell’oceano e le “rivolte del pane” scoppiate un poco ovunque a causa della lievitazione dei prezzi dei cereali causata dall’uso massiccio dei medesimi per produrre biocarburanti e dalla sempre crescente richiesta da parte di Cina e India di cereali per alimentazione.
Zygmunt Bauman nel saggio “Modus vivendi, inferno e utopia del mondo liquido” (ed. Laterza 2007) analizza come il risultato più fatale del trionfo globale della modernità sia
“... la crisi acuta dell’industria dello smaltimento di rifiuti umani , giacché ogni nuovo avamposto conquistato dai mercati capitalisti aggiunge nuove migliaia o milioni di individui alla massa di uomini e donne già privati delle loro terre, delle loro botteghe e delle loro reti di sicurezza collettive ...”
L'orizzonte di domani
Mi sono svegliato "berlusconiano" e non è stato un bel risveglio, ma non lo sarebbe stato nemmeno quello "veltroniano"...
Facendo un rapido calcolo, il 99,8% degli italiani votanti ha scelto ...la crescita...
Io auspico la Decrescita ...avremmo perso comunque.
La scomparsa della "Sinistra" non mi sconforta più di tanto, era scomparsa intorno al 77' ma se ne sono accorti l'altro ieri.
Concordo con un coetaneo e fratello di stendardo su quale sia l'orizzonte che ci attende.
L'orizzonte di Franco "bifo" Berardi
La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo. Non c'è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale guardare, una speranza da coltivare. Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell'altro e disprezzo di sé. Questo è l'argomento del quale dobbiamo occuparci, non del risultato delle elezioni.

