L'impronta selvatica
Durante il corso della propria vita ciascuno di noi lascia la propria impronta sul Pianeta: la cosi detta Impronta Ecologica, ovvero la quantità di risorse che consumiamo e quindi la superficie di Pianeta che occorre per produrle..
Alcune di queste risorse sono rinnovabili in tempi più o meno lunghi, altre no.
Ad esempio per i giacimenti di petrolio, carbone e gas naturale sono occorse decine di migliaia di anni e non si riformeranno, milioni di anni è durata invece l’evoluzione della biodiversità: le specie estinte non torneranno.
Che ci piaccia o meno ogni nostra attività ha un costo per il Pianeta che ci ospita e per mantenere l’equilibrio naturale dovremmo ritornare quanto prendiamo: questo è il principio fondamentale dell’Agricoltura Naturale e anche quello delle culture e delle tradizioni dei Popoli Nativi. La stragrande maggioranza del genere umano ignora e non rispetta questo principio, l’uomo ha perso l’incanto di vivere in armonia con la Natura, di esserne parte: di tutti gli esseri viventi siamo i soli a produrre rifiutie siamo i soli a non servire a nessun altro essere, animato o meno.
Detto questo ... possiamo fare una bella lista di buone intenzioni, o dibattere all’infinito su quasi tutto per ritrovarci d’accordo su quasi niente.
Possiamo invece ritornare ad essere ri/abitanti del nostro luogo, possiamo agire il cambiamento nella nostra vita quotidiana e in quella collettiva: possiamo “Tornare Selvaggi” come ci dice JesseWolf Harding, artista e attivista ecologista


Nel bel libro di Serge Latouche: “La scommessa della
Decrescita” ( Serie Bianca Feltrinelli) sono riportate le tristemente note
dichiarazioni del direttore dell’emittente televisiva privata francese TF1,
Patrik Le Lay: “ Ci sono molti modi di parlare di televisione. Ma all’interno
di una prospettiva di businnes, dobbiamo essere realisti: fondamentalmente, il
compito di una televisione come la nostra, è aiutare Coca-Cola, per esempio, a
vendere il suo prodotto. Ora, affinché un messaggio pubblicitario sia percepito,
è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre
trasmissioni hanno il compito di rendere disponibili i cervelli degli
spettatori divertendoli e distraendoli tra un messaggio e l’altro. Noi vendiamo
a Coca-Cola tempo di cervello umano disponibile”. Letto questo viene da pensare
a cosa serva la brodaglia che viene spacciata per informazione dalle TV
commerciali e pubbliche, dai quotidiani, settimanali, mensili e dalla quasi
totalità dell’informazione che transita sulla grande rete: forse a venderci
questa realtà come l’unica possibile e desiderabile. La scelta, alla fine non
sembra lasciare scampo … tra Sinistra e Destra comunque questo è l’unico mondo
possibile! Sicuramente è un mondo dove le parole non hanno importanza e hanno
perso il loro significato originario. Proviamo a ricordarci cosa ha detto un
qualsiasi appartenente alla casta dei politici di professione 3-4 mesi fa, o
settimane o giorni…
