L'impronta selvatica

Published on 23:44, 06/26,2008

 Durante il corso della propria vita ciascuno di noi lascia la propria impronta sul Pianeta: la cosi detta Impronta Ecologica, ovvero la quantità di risorse che consumiamo e quindi la superficie di Pianeta che occorre per produrle..

Alcune di queste risorse sono rinnovabili in tempi più o meno lunghi, altre no.

Ad esempio per i giacimenti di petrolio, carbone e gas naturale  sono occorse decine di migliaia di anni e non si riformeranno, milioni di anni è durata invece l’evoluzione della biodiversità: le specie estinte non torneranno.

Che ci piaccia o meno ogni nostra attività ha un costo per il Pianeta che ci ospita e per mantenere l’equilibrio naturale dovremmo ritornare quanto prendiamo: questo  è il principio fondamentale dell’Agricoltura Naturale e anche quello delle culture e delle tradizioni dei Popoli Nativi. La stragrande maggioranza del genere umano ignora e non rispetta questo principio, l’uomo ha perso l’incanto di vivere in armonia con la Natura, di esserne parte: di tutti gli esseri viventi siamo i soli a produrre rifiutie siamo i soli a non servire a nessun altro essere, animato o meno.

Detto questo ... possiamo  fare una bella lista di buone intenzioni, o dibattere all’infinito su quasi tutto per ritrovarci d’accordo su quasi niente.

Possiamo invece ritornare ad essere ri/abitanti del nostro luogo, possiamo agire il cambiamento nella nostra vita quotidiana e in quella collettiva: possiamo Tornare Selvaggi” come ci dice  JesseWolf Harding, artista e attivista ecologista

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Oggi Stevia

Published on 02:34, 06/17,2008

 
  Oggi ho trapiantato alcune piantine di stenia (Stenia Rebaudiana Bretoni)  E' una piccola erbacea arbustiva perenne della famiglia dei crisantemi, nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. Predilige l’esposizione al sole del mattino, ama terreno ricco di umus e ben drenato se coltivata in vaso e bene utilizzare vasi di 20 – 30 cm di diametro senza sottovaso. La pianta ha una fotosintesi molto veloce durante il periodo estivo ma rallenta e và in riposo durante l’inverno. Nel caso di coltivazione nell’orto è bene scegliere una esposizione a sud e proteggere la pianta dalle gelate con pacciamatura. Cresce fino ad 80 cm. E si può riprodurre per talea durante il mese di agosto.

Il seme è molto piccolo e scarsamente fertile, matura nei mesi invernali. Per òla semina si consiglia un bagno di qualche ora in un infuso di camomilla e equiseto (prima lasciatelo raffreddare!) e poi  seminare in piccoli contenitori riempiti di torba e tenuto costantemente umido.

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Se una farfalla sbatte le ali ...

Published on 21:50, 05/04,2008

Questa riflessione inizia da…un vasetto di miele: un vasetto di miele proveniente dal Chiapas  regalatoci da un’amica e acquistato in un negozio del commercio equo-solidale, il vasetto in questione si è incrociato con alcune e-mail di partecipanti alla Mailing-list di Decrescita , in queste mail uno degli argomenti comuni era  la distruzione ambientale, la conseguente, irreversibile diminuzione delle risorse del pianeta e quindi la giustamente crescente“ preoccupazione per i nostri figli”, per le generazioni che verranno; non bastasse l’incrocio improbabile  vi si è aggiunta pure la notizia dell’aumento di circa il 30% del prezzo del grano sul mercato mondiale provocato dall’uso del cereale per … produrre biocarburante, collegata al dato impressionante della sottoproduzione di cereali necessaria a sfamare la popolazione globale. Poi ci ho messo anche la lettura di una etichetta di “pesce surgelato” per i famosi Quattro Salti.. e tanto per concluderla mi sono chiesto se dalla rivolta campana contro discariche e inceneritori si potesse ricavare un dato di diminuzione dei rifiuti. Provo adesso a descrivere le impressioni che si sono susseguite:

       ( per un approccio consapevole... al deodorante ...) 

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Disinquinare l'immaginario

Published on 00:06, 05/01,2008

 Nel bel libro di Serge Latouche: “La scommessa della Decrescita” ( Serie Bianca Feltrinelli) sono riportate le tristemente note dichiarazioni del direttore dell’emittente televisiva privata francese TF1, Patrik Le Lay: “ Ci sono molti modi di parlare di televisione. Ma all’interno di una prospettiva di businnes, dobbiamo essere realisti: fondamentalmente, il compito di una televisione come la nostra, è aiutare Coca-Cola, per esempio, a vendere il suo prodotto. Ora, affinché un messaggio pubblicitario sia percepito, è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre trasmissioni hanno il compito di rendere disponibili i cervelli degli spettatori divertendoli e distraendoli tra un messaggio e l’altro. Noi vendiamo a Coca-Cola tempo di cervello umano disponibile”. Letto questo viene da pensare a cosa serva la brodaglia che viene spacciata per informazione dalle TV commerciali e pubbliche, dai quotidiani, settimanali, mensili e dalla quasi totalità dell’informazione che transita sulla grande rete: forse a venderci questa realtà come l’unica possibile e desiderabile. La scelta, alla fine non sembra lasciare scampo … tra Sinistra e Destra comunque questo è l’unico mondo possibile! Sicuramente è un mondo dove le parole non hanno importanza e hanno perso il loro significato originario. Proviamo a ricordarci cosa ha detto un qualsiasi appartenente alla casta dei politici di professione 3-4 mesi fa, o settimane o giorni…

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Rifiuti

Published on 21:03, 04/20,2008

Durante il periodo elettorale e conseguente bombardamento mediatico, due notizie sono passate nella disattenzione collettiva: l’imponente massa dei rifiuti che si è concentrata nell’oceano e le “rivolte del pane” scoppiate un poco ovunque a causa della lievitazione dei prezzi dei cereali causata dall’uso massiccio dei medesimi per produrre biocarburanti e dalla sempre crescente richiesta da parte di Cina e India di cereali per alimentazione.

Zygmunt Bauman nel saggio “Modus vivendi, inferno e utopia del mondo liquido” (ed. Laterza 2007) analizza come il risultato più fatale del trionfo globale della modernità sia

 “...  la crisi acuta dell’industria dello smaltimento di rifiuti umani , giacché ogni nuovo avamposto conquistato dai mercati capitalisti aggiunge nuove migliaia o milioni di individui alla massa di uomini e donne già privati delle loro terre, delle loro botteghe e delle loro reti di sicurezza collettive ...”

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L'orizzonte di domani

Published on 04:08, 04/17,2008

Mi sono svegliato "berlusconiano" e non è stato un bel risveglio, ma non lo sarebbe stato nemmeno quello "veltroniano"...

 Facendo un rapido calcolo, il 99,8% degli italiani votanti ha scelto ...la crescita...

Io auspico la Decrescita ...avremmo perso comunque.

La scomparsa della "Sinistra" non mi sconforta più di tanto, era scomparsa intorno al 77' ma se ne sono accorti l'altro ieri.

Concordo con un coetaneo e fratello di stendardo su quale sia l'orizzonte che ci attende.

 

L'orizzonte di Franco "bifo" Berardi

 

La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo. Non c'è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale guardare, una speranza da coltivare. Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell'altro e disprezzo di sé. Questo è l'argomento del quale dobbiamo occuparci, non del risultato delle elezioni.

 

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Piuma Bianca, l'ape e il nucleare

Published on 01:54, 03/02,2008

      Due notizie di quelle che ci fanno capire che, per quanto uno si sottragga al tempo presente...non serve a nulla. Oltretutto non saprei dire quale sia la più terribile: la moria delle api o il ritorno al nucleare promesso da Berlusconi.

In Italia si sono persi 200 mila alveari nel 2007, ma anche in Europa e Usa la situazione è grave. Inquinamento elettromagnetico, uso di pesticidi e diserbanti nell’agroindustria, cambiamenti climatici, sono le cause principali della grave moria delle api in Italia: in un anno il numero degli insetti si è dimezzato. Una cifra enorme con rischi gravi per i delicati equilibri dell'ecosistema e per il ciclo naturale, con danni economici stimati in 250 milioni di euro.
Il disastro interessa tutta l'Europa, con una perdita tra il 30% e il 50% del patrimonio di api;

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Decrescitori

Published on 05:46, 02/22,2008

La trasmissione  Chi lo ha visto del 18 c.m. http://www.chilhavisto.rai.it/Clv/misteri/2007-2008/CecinaCadaveri.htm  a proposito del ritrovamento di due persone, morte di stenti, nella pineta di Viareggio ipotizzando potessero appartenere al "movimento dei “decrescitori" descriveva questi ultimi come appartenenti ad una "setta" che vive esclusivamente di quello che fornisce la natura, evitando anche - nei casi più estremi – di cogliere i frutti, ma nutrendosi solo di quello che trovano.

Dopo la trasmissione del 28 gennaio 2008, è arrivata a "Chi l'ha visto?" la telefonata di un uomo che dice di aver conosciuto i due giovani e di averli incontrati per due estati sulla spiaggia di Cecina. I due, estremamente magri, alla sua offerta di cibo hanno rifiutato, dicendo di essere "vegani" e che la pineta forniva loro tutto ciò di cui avevano bisogno. Sembra che essi vivessero nelle vicinanze di Torino. Alcuni telespettatori hanno segnalato che i due giovani potrebbero far parte del movimento dei "decrescitori".

 

A questa notizia, o meglio, ai giudizi seguiti alla notizia e alla invenzione del nuovo termine lessicale “decrescitori”, che somiglia molto agli  “untori”, mi è venuta la bizza di iniziare una specie di diario del Decrescitore.

Se non ci raccontiamo noi...ci raccontano loro!