La Grande Famiglia

Published on 03:12, 07/31,2008

    La "Grande Famiglia" dei Selvatici di Borgo Cerri è così composta:

 

 

Umani ma richiedenti asilo presso altre razze: Manù e Renato

 

 

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Ci siamo messi a sognare di mattina presto

Published on 23:38, 07/17,2008


Lunedì ci stavamo tornando dall’ennesimo mercatino stanchissimi, pregustando dormite letargiche, colazioni interminabili e pisolini conseguenti quando rispondendo al trillo del telefonino ... “ciao Renato, sono Marco ... siamo in Liguria e pensavamo di passare a trovarv” i... I Tutorus, eterni musicisti nomadi!! ... “Ci vediamo a casa” ...

Abbracci, allegria, racconti, birra, pasta con il pesto e quella gioia sottile che riempie i gesti più semplici, fa luccicare gli sguardi e scioglie la briglia delle parole.

Poi Manù, vista la stanchezza decide di stendersi ... il nostro amico Jancsi improvvisa una serenata, perché per lui suonare è molto più che parlare. Quindi tutti a dormire, la vita di strada assorbe molte energie ed un buon riposo necessita.

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La vergogna di questo tempo

Published on 06:00, 07/17,2008

  Dopo la sentenza, per ricordare... bene.

Bolzaneto, il dossier di MicroMega

 

L'ITALIA È UNA REPUBBLICA CHE CONVIVE CON LA TORTURA

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La comune di Ovada

Published on 02:53, 07/16,2008

E uscito  "LA COMUNE HIPPY DI OVADA. Un'utopia vissuta. Storia, Immagini, Testimonianze", Edizioni Archivio Storico della Stampa Underground (MI)- Associazione Amici della Colma (AL) 2008

Storia e cronaca di uno dei primi (se non il primo) esperimenti di comune agricola, meteora velocissima fu mitizzata per anni. Può anche essere un inizio per ripercorrere il periodo underground - beat - hippy (non solo nella versione casereccia italiana) che fu un’incredibile esperienza culturale, poetica e visionaria.

Il sogno si concluse il 7 settembre 1971, alle 5,30 del mattino quando la polizia fece irruzione in alcuni casolari sulle colline di Lerma in territorio di Ovada, ponendo fine a uno dei miti più discussi della cultura underground dell'epoca, la famosa “comune di Ovada”.

Da un volantino dei “comunardi”

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Si è di dove si sta bene

Published on 17:38, 07/01,2008

 

 

( il borgo visto dalle pendici dello Scravaion )

 

Noi ( io e Manu ) viviamo in questo borgo abbandonato dell’entroterra ligure da circa cinque anni e possiamo dire che siamo di qui, in fondo uno è di dove sta bene; per vivere pratichiamo quello che ci piace definire artigianato-artistico o artistigianato o anche mestiere manuale e creativo in strada, insomma a casa diamo vita a oggetti in cuoio e legno che poi vendiamo durante mercatini e feste varie, facciamo quindi parte di una specie di “razza in via di estinzione” che andrebbe protetta al pari della foca monaca e dell’artigianato indigeno guatemalteco. Integriamo questa attività coltivando i nostri orti, preparando conserve, raccogliendo ed essiccando erbe ecc. e per essere sincero devo dire che Manu è l’artigiana ( svolgo la funzione di vice-aiuto-aspirante…) e io il contadino(lei ha un rapporto estatico con l’orto…). Avevamo abbandonato da tempo, seguendo strade diverse la vita metropolitana, i suoi tempi e modi, il lavoro salariato, …. e con essi la codificazione/mercificazione dominante della vita, ma anche la militanza politica nei movimenti alternativi e/o antagonisti. Abbandonato nel senso di lasciato alle spalle, senza pentimenti per quello detto e fatto, con qualche nostalgia per la giovinezza: in due facciamo 106 anni e nella media ci guadagno io! Potrei dire che il nostro “sguardo” sul mondo si è fatto più acuto, più curioso, più attento e che ci facciamo molte più domande, abbiamo poche risposte e ancora meno certezze di cui ci fidiamo,con le quali tentiamo di percorrere l’aspro sentiero della coerenza con le nostre visioni della vita.

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