Incontri

Published on 02:18, 05/20,2008

La pioggia dei giorni e degli anni ci scava la pietra dei ricordi, incidendola  come fa lo scalpello su pietra o legno, e rimangono tracce e presenze che spesso hanno volto senza nome, risate che si rinnovano senza motivo, folate di emozioni che scompigliano la quiete di giornate di calma piatta, nostalgie improvvise di cui pensavi non essere capace.

Sono gli incontri spesso casuali e rapidi, con persone o storie o meraviglie che a volte trasformano la vita, tutto sommato normale che anche io conduco, in un viaggio strabiliante, fantastico e meraviglioso.

Mi piacerebbe cominciare a raccontare di questi incontri, non tanto perché io abbia molto da dire, ma perché sono sempre più convinto che la storia personale di ciascuno sia colma, o perlomeno sia stata colma di bellezza, di speranza, di cose buone e meravigliose nonostante questo tempo intriso di paura, ferocia e violenza.

Aprire lo scatolone delle memorie non è cosa facile o indolore, immediato arriva il paragone con quello che viviamo adesso e per autodifesa o paura o istinto di sopravvivenza ti viene da  chiuderlo, ma è sempre troppo tardi: le foto diventano visi, gesti, giornate, allegrie, amori, serate, sbronze, utopie; lettere si trasformano in anni, decenni, epoche, case che hai abitato, condiviso e le case ancora in corpi, visi, parole, canzoni, carezze e promesse.

Persino incontri brevi e casuali sembrano proporti e/o ricordarti di quanto fosse differente lo sguardo (che adesso manca) sul mondo.

Non si possono ordinare  i ricordi per importanza, data o intensità, quindi li lascio fluire, scusandomi della pochezza dello scrivere a confronto del vivere.

 

 (Continua)