Dietro ogni scemo c'è un villaggio

Published on 23:19, 04/30,2008

 

 

In questi ultimi tempi ci hanno contattato due persone, lo hanno fatto per chiederci se potevamo aiutarle fornendo loro indicazioni su “comunità” che potessero ospitarli. Entrambe queste persone ci hanno raccontato del loro momento di disagio, e del loro bisogno di trovare un luogo collettivo che potesse accoglierli per un lungo periodo.

Traspariva, dai loro racconti e dalle parole scritte, quella che definiamo “sofferenza della psiche”.

Da molti anni, nella nostra tribù allargata siamo spesso a contatto con persone che hanno problemi psicologici o di alcolismo, tossicodipendenza, HIV ecc. e questo ci ha quasi obbligato ha conoscere e studiare le varie “discipline” dell’anti – psichiatria (da F. Basaglia a G.Bucalo) o delle medicine alternative e complementari fino alla Nuova Medicina di Rike Geerd  Hammer.

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Partigiano Canobio

Published on 02:54, 04/25,2008

 Il 25 Aprile per me rimane un giorno dedicato alle “memorie” ed evito di partecipare a manifestazioni e/o cortei che di fatto non fanno che imbalsamare questa data e tutta la Resistenza. Preferisco dedicare qualche ora alla lettura di alcuni libri di un caro amico: Ugo Scagni, ricercatore e storico della Resistenza in Oltrepò Pavese, terra in cui sono nati e vissuti i miei genitori. Mio padre era un partigiano combattente, venne ferito durante i rastrellamenti fatti dalle truppe mongole, ferito da ben sette colpi di mitraglia fu salvato da un contadino che lo nascose nella stalla nella mangiatoia delle mucche e poi lo trasportò nella neve fino a dove poterono curarlo ... era l’inverno del 44’.

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Rifiuti

Published on 21:03, 04/20,2008

Durante il periodo elettorale e conseguente bombardamento mediatico, due notizie sono passate nella disattenzione collettiva: l’imponente massa dei rifiuti che si è concentrata nell’oceano e le “rivolte del pane” scoppiate un poco ovunque a causa della lievitazione dei prezzi dei cereali causata dall’uso massiccio dei medesimi per produrre biocarburanti e dalla sempre crescente richiesta da parte di Cina e India di cereali per alimentazione.

Zygmunt Bauman nel saggio “Modus vivendi, inferno e utopia del mondo liquido” (ed. Laterza 2007) analizza come il risultato più fatale del trionfo globale della modernità sia

 “...  la crisi acuta dell’industria dello smaltimento di rifiuti umani , giacché ogni nuovo avamposto conquistato dai mercati capitalisti aggiunge nuove migliaia o milioni di individui alla massa di uomini e donne già privati delle loro terre, delle loro botteghe e delle loro reti di sicurezza collettive ...”

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L'orizzonte di domani

Published on 04:08, 04/17,2008

Mi sono svegliato "berlusconiano" e non è stato un bel risveglio, ma non lo sarebbe stato nemmeno quello "veltroniano"...

 Facendo un rapido calcolo, il 99,8% degli italiani votanti ha scelto ...la crescita...

Io auspico la Decrescita ...avremmo perso comunque.

La scomparsa della "Sinistra" non mi sconforta più di tanto, era scomparsa intorno al 77' ma se ne sono accorti l'altro ieri.

Concordo con un coetaneo e fratello di stendardo su quale sia l'orizzonte che ci attende.

 

L'orizzonte di Franco "bifo" Berardi

 

La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo. Non c'è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale guardare, una speranza da coltivare. Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell'altro e disprezzo di sé. Questo è l'argomento del quale dobbiamo occuparci, non del risultato delle elezioni.

 

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Manifesto per la Terra

Published on 19:09, 04/15,2008

Ciascuno vive secondo i proprii principi...etici, politici...inseguendo un immaginario, personale o collettivo, una visione  o una intuizione....o come può e con quello che c'é. In questo "tempo" é ben difficile tenere il passo sul sentiero della coerenza  ma dopo tanti Manifesti e manifestazioni sottoscritte e praticate quello che segue é l'unico che sento vincolante e inderogabile perché impegna la vita intera.........

 

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Utopia

Published on 02:03, 04/13,2008

Per un giorno tace la sarabanda della politica, e mi resta una immagine sbiadita e sciapa della parola, che per molti dei miei anni ha coinciso con l’agire, con la pratica militante, con l’elaborazione teorica collettiva, frutto di scelte etiche, esistenziali e culturali.

Ma a dirla tutta inseguivamo una nostra “utopia”, individuale e collettiva.

Non c’è nessuna utopia nella politica di questi anni, nessun territorio comune dove tutto è possibile... ciascuno si è come ritirato in un territorio dal quale tutto appare impossibile.

Hannaah Arend diceva che l’agire politico è un inizio che interrompe e contraddice processi automatici ormai consolidati, ma adesso mi sembra che l’agire politico non possa avvenire attraverso il linguaggio delle ideologie o nelle pratiche di protesta, di rivendicazione o scontro ma nelle strategie di “fuoriuscita” dal circuito delle merci,un poco simile a quello praticato dalla mia generazione a metà degli anni 70 che invase e ribaltò la concezione di lavoro precario in uno strumento di non dipendenza dall’ideologia del lavoro fisso e stabile con pensione assicurata. Sempre in quegli anni una piccola tribù variegata e immaginifica individuò nel “ritorno alla Terra” il sentiero collettivo da percorrere.

La politica, allora assumeva il linguaggio dell'agire quotidiano, del qui e subito ma anche diveniva teritorio dell'esodo, della fuga che è il diritto primario di ogni prigioniero, abbandonava lo scontro frontale con "lo stato presente delle cose " e si spostava sulle frontiere dell'utopia praticabile sparigliando l'alfabeto come nella canzone di Claudio Lolli (..il lavoro l'ho chiamato piacere...)

(piedi che camminano seguendo i sentieri di utopia) 

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La coscienza ecologica globale

Published on 04:33, 04/01,2008

Questo post lo stò leggendo con lentezza, e penso che mi accompagnerà per qualche giorno, e saluto da lontano il suo autore, che ringrazio profondamente.

La coscienza ecologica globale è diventata inevitabile sia per gli evidenti disastri ambientali che per l’allargata consapevolezza degli stessi tramite Internet.

Ogni deforestazione, ogni fusione dei ghiacciai, ogni territorio in cui avanza la siccità, nonchè la presenza di inquinanti nell’atmosfera e nei mari è monitorata dal sistema nervoso elevato dei satelliti i cui dati vengono rimandati al sistema nervoso di Internet, a sua volta connesso ai sistemi nervosi dei singoli individui, e a loro volta connessi tra di loro mediante la stessa Rete.

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