Esodo o approdo?

Published on 01:15, 05/08,2008

Da molti anni non trovavo qualcosa che, come la dichiarazione d’intenti della Rete Bioregionale, rifletta il mio “sentire”, essere in sintonia di pensiero, moto del cuore e azione. E’ semplice, ma è precisamente il senso della mia ricerca personale di questi ultimi anni. Ciò nonostante io non sia una contadina, bensì una artigiana artistica o meglio “creatrice di opere dell’ingegno creativo”. Ma la Terra chiama e la sua voce è possente per chi ha orecchie… Alla Terra sono tornata,  per un’inesorabile “esigenza esistenziale”, quando cioè mi sono resa conto che la città mi era ormai diventata umanamente, spiritualmente e animalmente invivibile, costringendomi a condividere l’incondivisibile, ad alimentare  sempre più, mio malgrado, l’ingordigia cieca di un sistema (economico, sociale ecc.) da cui irrimediabilmente dissento, combinato con il bisogno di solitudine e, non ultimo, la necessità di riempire quotidianamente lo sguardo di bellezza, di aria i polmoni, di fiori, e rupi, e vento, e profumi, e alberi gli occhi, le orecchie, il naso, la pelle.

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I motivi delle scelte

Published on 02:32, 05/06,2008


                                                                                                                              . .torna ancora una volta alla Terra, al luogo e agli originari abitanti di quel luogo, torna da terre "devastate“ a terre "riverite"
 
                                                                                                                                 Parto  da questa frase di Peter Berg , scrittore bioregionalista americano, per raccontare il tempo e i passi che mi hanno portato tra questi boschi, con l’intima speranza e una spossata volontà di radicamento: trovare Terra per il corpo, acqua per i pensieri, vento per le parole e fuoco per i desideri. Conservo la fatale convinzione che non esista un luogo dove non vedere e non farsi vedere dall’orrore di questo tempo, ma anche ci fosse non sarebbe il mio posto. Voglio stare qui, su questo improbabile confine tra selvatico e domestico, dove basta un breve tratto di strada a ricordare ed ammonire quale sia il “senso” del tempo.

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Disinquinare l'immaginario

Published on 00:06, 05/01,2008

 Nel bel libro di Serge Latouche: “La scommessa della Decrescita” ( Serie Bianca Feltrinelli) sono riportate le tristemente note dichiarazioni del direttore dell’emittente televisiva privata francese TF1, Patrik Le Lay: “ Ci sono molti modi di parlare di televisione. Ma all’interno di una prospettiva di businnes, dobbiamo essere realisti: fondamentalmente, il compito di una televisione come la nostra, è aiutare Coca-Cola, per esempio, a vendere il suo prodotto. Ora, affinché un messaggio pubblicitario sia percepito, è necessario che il cervello del telespettatore sia disponibile. Le nostre trasmissioni hanno il compito di rendere disponibili i cervelli degli spettatori divertendoli e distraendoli tra un messaggio e l’altro. Noi vendiamo a Coca-Cola tempo di cervello umano disponibile”. Letto questo viene da pensare a cosa serva la brodaglia che viene spacciata per informazione dalle TV commerciali e pubbliche, dai quotidiani, settimanali, mensili e dalla quasi totalità dell’informazione che transita sulla grande rete: forse a venderci questa realtà come l’unica possibile e desiderabile. La scelta, alla fine non sembra lasciare scampo … tra Sinistra e Destra comunque questo è l’unico mondo possibile! Sicuramente è un mondo dove le parole non hanno importanza e hanno perso il loro significato originario. Proviamo a ricordarci cosa ha detto un qualsiasi appartenente alla casta dei politici di professione 3-4 mesi fa, o settimane o giorni…

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Dietro ogni scemo c'è un villaggio

Published on 23:19, 04/30,2008

 

 

In questi ultimi tempi ci hanno contattato due persone, lo hanno fatto per chiederci se potevamo aiutarle fornendo loro indicazioni su “comunità” che potessero ospitarli. Entrambe queste persone ci hanno raccontato del loro momento di disagio, e del loro bisogno di trovare un luogo collettivo che potesse accoglierli per un lungo periodo.

Traspariva, dai loro racconti e dalle parole scritte, quella che definiamo “sofferenza della psiche”.

Da molti anni, nella nostra tribù allargata siamo spesso a contatto con persone che hanno problemi psicologici o di alcolismo, tossicodipendenza, HIV ecc. e questo ci ha quasi obbligato ha conoscere e studiare le varie “discipline” dell’anti – psichiatria (da F. Basaglia a G.Bucalo) o delle medicine alternative e complementari fino alla Nuova Medicina di Rike Geerd  Hammer.

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Partigiano Canobio

Published on 02:54, 04/25,2008

 Il 25 Aprile per me rimane un giorno dedicato alle “memorie” ed evito di partecipare a manifestazioni e/o cortei che di fatto non fanno che imbalsamare questa data e tutta la Resistenza. Preferisco dedicare qualche ora alla lettura di alcuni libri di un caro amico: Ugo Scagni, ricercatore e storico della Resistenza in Oltrepò Pavese, terra in cui sono nati e vissuti i miei genitori. Mio padre era un partigiano combattente, venne ferito durante i rastrellamenti fatti dalle truppe mongole, ferito da ben sette colpi di mitraglia fu salvato da un contadino che lo nascose nella stalla nella mangiatoia delle mucche e poi lo trasportò nella neve fino a dove poterono curarlo ... era l’inverno del 44’.

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Rifiuti

Published on 21:03, 04/20,2008

Durante il periodo elettorale e conseguente bombardamento mediatico, due notizie sono passate nella disattenzione collettiva: l’imponente massa dei rifiuti che si è concentrata nell’oceano e le “rivolte del pane” scoppiate un poco ovunque a causa della lievitazione dei prezzi dei cereali causata dall’uso massiccio dei medesimi per produrre biocarburanti e dalla sempre crescente richiesta da parte di Cina e India di cereali per alimentazione.

Zygmunt Bauman nel saggio “Modus vivendi, inferno e utopia del mondo liquido” (ed. Laterza 2007) analizza come il risultato più fatale del trionfo globale della modernità sia

 “...  la crisi acuta dell’industria dello smaltimento di rifiuti umani , giacché ogni nuovo avamposto conquistato dai mercati capitalisti aggiunge nuove migliaia o milioni di individui alla massa di uomini e donne già privati delle loro terre, delle loro botteghe e delle loro reti di sicurezza collettive ...”

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L'orizzonte di domani

Published on 04:08, 04/17,2008

Mi sono svegliato "berlusconiano" e non è stato un bel risveglio, ma non lo sarebbe stato nemmeno quello "veltroniano"...

 Facendo un rapido calcolo, il 99,8% degli italiani votanti ha scelto ...la crescita...

Io auspico la Decrescita ...avremmo perso comunque.

La scomparsa della "Sinistra" non mi sconforta più di tanto, era scomparsa intorno al 77' ma se ne sono accorti l'altro ieri.

Concordo con un coetaneo e fratello di stendardo su quale sia l'orizzonte che ci attende.

 

L'orizzonte di Franco "bifo" Berardi

 

La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo. Non c'è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale guardare, una speranza da coltivare. Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell'altro e disprezzo di sé. Questo è l'argomento del quale dobbiamo occuparci, non del risultato delle elezioni.

 

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Manifesto per la Terra

Published on 19:09, 04/15,2008

Ciascuno vive secondo i proprii principi...etici, politici...inseguendo un immaginario, personale o collettivo, una visione  o una intuizione....o come può e con quello che c'é. In questo "tempo" é ben difficile tenere il passo sul sentiero della coerenza  ma dopo tanti Manifesti e manifestazioni sottoscritte e praticate quello che segue é l'unico che sento vincolante e inderogabile perché impegna la vita intera.........

 

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